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Novembre: poesie e filastrocche E-mail
Discipline - Italiano
Scritto da Administrator   
Martedì 01 Novembre 2016 09:41
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Primo giorno di novembre ed eccovi alcune risorse che potranno essere utili per i colleghi... a righe!

Si tratta di poesie e filastrocche dedicate al mese di novembre, alcune assolutamente inedite, altre reperite in rete.

NOVEMBRE

Novembre è il sipario chiuso sull’inverno,
grigie son le tende, vellutate e leggere.
Stan le cornacchie sul retro a complottare
su chissà quali oscuri avvenimenti…
Novembre sa di muffa ,sa odor di scarpe vecchie, è sempre lì guardingo, guardingo e silenzioso;
sa di non fare scena, trattiene la sua invidia
ingurgitando nebbia ,ma verso fine mese
ecco ,c’è la ripresa ! Non è per lui la festa,
ma intanto si prepara al rullo di tamburi:
Il sipario si aprirà ,addio ai tempi duri!

Marzia Cabano

 

NOVEMBRE

Ascolta quante voci,
sono i corvi e spaccan noci
gettandole sull’asfalto
dall’alto, ben dall’alto!
“Crac” fan le noci dure
“Cra” fan le scure creature
che riempiono la scena
di un novembre in altalena
tra l’autunno e l’inverno
e intanto sul quaderno
io coloro con il grigio
tanta nebbia e un gatto mogio…..

Marzia Cabano

 

CHI LO SA?
Ora dormono tutti i prati,
senza l’erbe, senza i fiori;
dove mai son rimpiattati
i grillini saltatori?
Dove mai saranno andate
le graziose farfalline?
Perchè mai si son chetate
le cicale canterine?
Chi lo sa?

Bianca Lena Pistamiglio

 

NOVEMBRE
Sferza, fischiando, il vento
gli alberi nudi, ch’alzan verso il cielo
gli scheletrici rami
e tutto, intorno, dice
che presto arriverà la neve, il gelo.
Non più frutti negli orti,
non c’è quasi più un fiore nei giardini,
è questa la stagione
del crisantemo, il triste fior dei morti.
A mazzi, od in corone,
tra i salici ed i neri
cipressi dei solinghi cimiteri
or tutte se ne infiorano le tombe,
perchè nella lor casa ultima e mesta
abbiano pur gli estinti
un pio giorno di festa.

Ugo Ghiron

 

NOVEMBRE

E’ triste questo mese!
Nella campagna spoglia
trema sui rami, appesa,
qualche ingiallita foglia!
Nei prati brulli e arsicci
lassù sulle montagne,
sgusciano fuor dai ricci
le lucide castagne

Bruno Grella

 

NENIA DI NOVEMBRE

Al contadino, nel novembre, piace
la terra che riposa
contemplare in pace.
Al contadino, nel novembre, piace
pensare alla semente
che nei solchi giace.
Al contadino, nel novembre, piace
pei campi lavorati
camminare in pace

Vittorio Masselli

 

NOVEMBRE

Io son novembre: i buoi
conduco all’aratura
e nella terra scura
nascondo i semi d’or.
Cadon le foglie, i rovi
splendon di bacche rosse,
s’empion rivi e fosse
e a me si stringe il cor

Diego Valeri

 

NOVEMBRE

Il novembre sta alla porta
freddoloso e intabarrato,
poggia in terra la sua sporta
ed un sacco ben legato.
Scioglie il sacco: nebbia, neve…
La va mal pei poverini!
Ma la sporta è colma e greve
di castagne pei bambini

A. Ferraresi

 

NOVEMBRE

La donnetta nello scialle
si rannicchia intirizzita,
piovon foglie e foglie gialle
sulla terra insonnolita.
Nubi fosche, nubi nere,
van pel cielo a stormi, a frotte,
calan rapide le sere,
scende rapida la notte.

A. Ferraresi

 

NOVEMBRE

A tratti versa qualche goccia il cielo,
qualche piccola lacrima smarrita
e la selva si scuote irrigidita
in un subito brivido di gelo.
Il colchico nei luoghi più deserti
poggia pensoso, e sotto i pioppi lunghi
sorgono, nel silenzio umido, i funghi,
che tengono sempre i loro ombrelli aperti;
e nei giardini taciti e negli orti
nascon, quasi piangendo, i fiori estremi,
i crisantemi per i nostri morti.

Marino Moretti

 

LA FESTA DI TUTTO I SANTI

Il primo di novembre è festa grande,
perché è il giorno di tutti i Santi
ed anche se non suonano le bande
noi ci sentiamo allegri tutti quanti.

Una festa che si fa tutti gli anni
e senza far venire i cantanti
che per i soldi vanno dappertutto,
facciamo tutto noi inventando canti.

Se da lassù sentono cantare,
i Santi ci perdonano peccati
che abbiam già fatto e quelli che faremo.

Se pure li abbiam sempre bestemmiati,
questo giorno Loro devono liberarci
dal male, acché non siamo condannati.

Giuseppe Vita

 

SAN MARTINO

La nebbia a gl'irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor de i vini
l'anime a rallegrar.

Gira su' ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiettando
su l'uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri,
com'esuli pensieri,
nel vespro migrar.

Giosué Carducci

 

NOVEMBRE

Gemmea l'aria, il sole cosi chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l'odorino amaro
senti nel cuore...

Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.

Silenzio intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. È l'estate
fredda dei morti.

Giovanni Pascoli

 

NOVEMBRE

Questo è il mese cupo
triste di Novembre:
la nebbia sale
dai campi arati
di zinco come le conche
che la massaia provvida
metteva sotto la gronda,
Il sole pallido e stanco
fora la grigia cortina
e, felice si posa sul rosso frondoso.
E' un tripudio vermiglio
qual rubino raro orientale
splendido e intrigante
tra il caldo oro
dei pioppi tremuli.
Così sei venuto a me
mio dolce paese dell'età più bella
e ancor hai fatto palpitar il cuore:
tu così silenzioso e deserto
nella torpida mattina
di tardo autunno
mi hai riportato, tu così nuovo
tu all'ombra di eliche bianche
sussurranti voci e lamenti
delle montagne e colline inghirlandate,
E ritorna la memoria
persa dietro a un tornante e già
torna un altro novembre
l'odore del mosto nei tini
il fumo acre che anneriva le case
e l'odor di legna accatastata
per l'inverno; l'incudine battuta dal maglio
e il cielo privo di voli.

Rosa Staffiere


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