MaestroRoberto

Opinioni
La TV e l'evoluzione del costume in Italia PDF Stampa E-mail
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Domenica 10 Gennaio 2010 10:28

Ho letto un interessantissimo intervento di Gigi Monello, insegnante di Liceo, sul ruolo della televisione italiana nella trasformazione della nostra società negli ultimi 30 anni e che, inevitabilmente, ha finito per interessare anche la scuola.
E' un'analisi lucidissima e profonda, che vi invito a leggere e un richiamo a non sottovalutare quali conseguenze possono causare l'assuefazione allo squallore che transita attraverso i tubi catodici.
Per fortuna che hanno inventato RAI Storia....

Professori & Papere
di Gigi Monello

"C’è, in Tv, un’allegra trasmissione di capitomboli, urti e sbattimenti. La ammannisce una rete privata; è longeva e apparentemente innocente. È “Paperissima”, la gaia rubrica di disgrazie ed accidenti vari con sottofondo di risate e marcette.
Mi sono preso la briga di seguirne una intera puntata di mezzo Agosto; eccone il menu: 1) due giapponesini giocano gentilmente a puntarsi l’emissione di un phon direttamente in faccia; 2) motociclette schizzano a pazza velocità con cadute rovinose dei piloti; 3) leone scorreggia, con abbondanti materiali escrementizi gioiosamente proiettati a distanza; 4) acquascooter finisce a folle velocità su una riva piena di gente; 5) piccola rissa tra bambini per motivi non chiari; 6) altalena si ribalta, con piccolo utente che cade a terra di testa; 7) improvvisa frana di ghiaccio e neve davanti a porta finestra, con bambina che sobbalza; 8) gentile intermezzo: veline con grosse tette che ballano; 9) bambina si leva una caccola dal naso e la infila nella bocca della bambola; 10) bambina sputa, per ritorsione, in faccia all’amichetta rea di averle spento la candelina sulla torta del compleanno. Ecco una trasmissione televisiva di successo, nell’anno del Signore 2009.

 
Quando il "bullo" è il maestro PDF Stampa E-mail
Scuola
Lunedì 19 Ottobre 2009 16:09

In questo post non mi occupo di tecnologia, non propongo "buone pratiche" da seguire, ma piuttosto pessimi esempi da condannare.
Pochi giorni fa a Mestre un maestro ha scaraventato un suo alunno contro un armadio procurandogli ferite guaribli in 12 giorni. Nei casi in cui i protagonisti di episodi violenti sono stati i ragazzi, i mezzi di informazione hanno a lungo parlato di una scuola incapace di reagire, del bisogno di recuperare autorevolezza e spesso autorità da parte dei docenti. Ora che il protagonista di un grave atto volento è un insegnante, televisione e stampa censurano completamente la notizia, forse per l timore che venga scalfita l'immagine "ordine ristabilito" derivato dall'introduzione del voto di condotta....
Ovviamente il maestro in questione non ha subito alcun provvedimento disciplinare ed il ministro ha evidentemente considerato questo episodio molto meno grave della mancata corrispondenza all'invito ad osservare un minuto di raccoglimento in onore dei militari italiani caduti in Afghanistan, per la quale sembra siano in arrivo sanzioni. (leggi tutto). 

 
Investire seriamente sulle Nuove Tecnologie nella scuola si puo': l'esempio dell'Uruguay PDF Stampa E-mail
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Scuola
Lunedì 05 Ottobre 2009 16:35

Pubblico un interessante articolo presente sul sito ADI, che illustra "La più grande ed irreversibile rivoluzione", come è stata definita dal suo ispiratore, il Presidente dell’Uruguay Tabarè Vàzquez, denominata "One Laptop Per Child" (un pc portatile per ogni bambino di scuola primaria).
Molto interessante la sottolineatura di Nicholas Negroponte, uno dei maggiori esperti di informatica a livello mondiale, che denuncia le difficoltà a trasferire negi altri Paesi questa esperienza a causa degli interessi economici che coinvlgono le maggiori aziende (Microsoft e Intel), che vedono in pericolo quell'enorme mercato rappresentato dalla Pubblica Amministrazione, fino ad oggi detenuto quasi monopolisticamente.
Ma perchè questo timore? Il progetto si basa sull'uso dei laptop XO-1, dei mini-portatili a basso costo (circa 70 - 80 euro) molto leggeri e maneggevoli e tuttavia assai robusti, resistenti agli urti e con una tastiera impermeabile, con sistema opertivo Linux, è così efficiente nell'uso dell'energia da poter essere alimentato da un generatore manuale PCG (Pull-Cord Generator, prod.Potenco).

 
Proviamo a fare chiarezza sull'insegnamento dell'informatica nella scuola primaria PDF Stampa E-mail
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Scuola
Martedì 29 Settembre 2009 11:57

C'è tanta confusione tra i maestri elementari a proposito di tecnologie informatiche nella scuola primaria, da un pò di tempo si naviga un po' a vista tra leggi, circolari e faq e la cosa lascia aperta la porta ad ogni libera interpretazione. Ad alimentare questo caos aveva contribuito in maniera considerevole il Ministero dell'Istruzione, come forse ricorderete (leggi post).
Su sollecitazione di un mio omonimo lettore, provo a fornire la mia interpretazione, cercando di attenermi il più possibile a quanto è scritto sulle carte provenienti da viale Trastevere.

Il D. M. 61 del 22/07/2003, all’art. 2, comma 1 stabilisce che “A decorrere dall'anno scolastico 2003/2004 si procederà, nei primi due anni della scuola primaria, all'introduzione generalizzata dell'alfabetizzazione informatica…”, quindi un indirizzo prescrittivo che ha indotto la maggior parte delle istituzioni scolastiche ad istituire “l’ora di informatica”, considerando che qualsiasi processo di alfabetizzazione vada realizzato attraverso percorsi didattici sistematici e programmati.
 
 
Il prof. Tiriticco su competenza, conoscenza e abilità PDF Stampa E-mail
Scuola
Venerdì 18 Settembre 2009 13:24

 

Ospito con molto piacere gli interventi del prof. Tiriticco (vedi il filmato su giudizio e valutazione) perchè apprezzo molto la sua competenza e la sobrietà del suo argomentare.
Questa volta ci parla di competenze, capacità e conoscenze, argomenti che hanno monopolizzato l'attenzione dei docenti, soprattutto per quanto riguarda il concetto di competenza e le problematiche correlate alla sua valutazione.
A questo proposito ricordo un convegno in cui il prof. Puricelli, altro esperto di questioni relative all'apprendimento, aveva usato una metafora legata alla disciplina sportiva del karate per descrivere efficacemente il significato di questi termini e concetti. Secondo il suo esempio la conoscenza è l'acquisizione della nozione delle regole della disciplina, l'abilità è il conseguimento della padronanza nell'eseguire correttamente tutte le varie mosse, la competenza diventa la perizia nel sapere usare conoscenza delle regole e capacità nell'eseguire le mosse nel contesto reale di un incontro.
In questo caso un atleta puo' possedere conoscenze ed abilità ma non saperle far fruttare in un contesto reale, laddove, per l'appunto, divengono competenze.
Il problema per l'insegnante rimane sempre lo stesso: sappiamo valutare oltre alle conoscenze e alle abilità, anche le competenze? Attraverso quali strumenti? Può una competenza essere valutata attraverso un scala di valori numerica?

 
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