| Google Earth ha reso disponibile il simulatore di volo in tutte le versioni |
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| Discipline - Geografia |
| Scritto da Administrator |
| Venerdì 19 Giugno 2026 08:57 |
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Qualche giorno fa ho scoperto una cosa che mi sembra interessante condividere con i miei lettori. Google Earth ha un simulatore di volo dal 2007. Per quasi vent'anni è stata una funzione un po' nascosta, riservata a chi installava l'applicazione desktop. Nelle prime versioni si attivava addirittura con una combinazione di tasti segreta (Ctrl+Alt+A) che gli appassionati si tramandavano tra loro. Ora Google ha deciso di portarla anche nella versione web, quella che apriamo ogni giorno dal browser senza installare nulla. E questo cambia parecchio le cose per chi, come noi, lavora in classi dove non sempre si può scaricare software o dove i computer sono quelli che sono. L'accesso è semplice. Si apre earth.google.com, si clicca su "Explore Earth", poi nel menu in alto su "Tools" e infine su "Flight Simulator". In pochi secondi si è in cabina di pilotaggio, pronti a sorvolare qualsiasi punto del pianeta. Due consigli prima del primo decollo. Il primo: la mappa di base parte in modalità "Map", piatta e poco coinvolgente. Per avere l'effetto fotorealistico che rende Google Earth davvero utile in classe, bisogna cambiare lo stile mappa in "Satellite" dal menu "View → Basemap style" (la differenza si vede subito). Il secondo: meglio scegliere un punto di partenza prima di lanciarsi, perché altrimenti si rischia di volare sull'oceano senza nessun riferimento visivo, cosa che con una classe di ragazzini distratti è la morte della lezione. Una città, una catena montuosa, una costa: qualunque punto di riferimento riconoscibile funziona meglio. I comandi sono da tastiera (niente joystick, ovviamente), e Google mette a disposizione l'elenco completo dei tasti nella sua pagina di assistenza dedicata al simulatore. Se si perde il controllo dell'aereo, cosa che capita a praticamente chiunque al primo tentativo, basta cliccare su "You crashed! Restart" per ripartire da un'altitudine gestibile, senza dover ricaricare tutta la pagina. Perché può servire davvero in classeQui sta il punto che mi interessa di più come insegnante. Un simulatore che non richiede installazione si può usare ovunque: in laboratorio, su un portatile della scuola, persino su un tablet condiviso. Niente permessi amministrativi da chiedere in segreteria, niente software da far approvare. E la geografia vista così è un'altra cosa. Vedere come cambia il terreno volando sulle Alpi, sul Sahara o sul delta del Nilo ha un impatto che una cartina statica o anche una foto satellitare ferma non riescono a dare. Si può mostrare in tempo reale come una catena montuosa si trasforma in pianura, come una costa frastagliata diventa delta fluviale, come una città si espande nel territorio circostante. Per geografia è quasi naturale, ma penso anche a storia (sorvolare i luoghi di una battaglia o di una rotta commerciale antica), a scienze (l'erosione, i fiumi, i vulcani visti dall'alto) o anche solo a un'attività di orientamento e lettura del paesaggio.
Detto questo, è giusto essere chiari sui limiti, perché altrimenti si rischia di proporlo in classe con aspettative sbagliate. Le fisiche di volo sono semplificate, non c'è meteo dinamico, non c'è traffico aereo, e il livello di dettaglio fotorealistico dipende dalla risoluzione delle immagini satellitari disponibili per quella zona (alcune aree sono molto più definite di altre). Non è un simulatore di volo professionale e non vuole esserlo: per un'esplorazione didattica del territorio è più che sufficiente, per chi si aspetta una simulazione realistica del volo no. Vale anche la pena sapere che su dispositivi touch l'esperienza è meno fluida, perché i comandi pensati per la tastiera non si adattano benissimo al tocco. Per un'attività di classe, meglio quindi un'aula con computer fissi o portatili piuttosto che tablet.
Se volete provarlo con i vostri studenti, una buona attività di avvio è semplice: dividere la classe in piccoli gruppi, dare a ciascuno una zona geografica diversa da esplorare in volo (una catena montuosa, un arcipelago, una foresta pluviale) e chiedere di annotare tre cose che hanno notato dall'alto che non avevano mai considerato guardando una mappa normale. Poi si confrontano le osservazioni insieme. Niente di complicato, ma è il tipo di attività che resta in mente più di una scheda da completare. Non serve nessuna competenza tecnica particolare, né da parte vostra né da parte degli studenti: bastano un browser aggiornato e qualche minuto per i primi tentativi (anche un po' goffi) di decollo. |
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