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Un editor per la CAA nato dentro un CTS PDF Stampa E-mail
Risorse - Diverse abilità
Scritto da Administrator   
Lunedì 17 Agosto 2026 16:21

C'è una differenza netta tra gli strumenti pensati a tavolino da chi la CAA la studia sui manuali e quelli costruiti da chi ogni giorno si confronta con un alunno, una famiglia, un'insegnante che ha bisogno di una tavola pronta per il giorno dopo. LuCAA appartiene alla seconda categoria. L'ha progettato Vincenzo Gramegna nell'ambito del suo lavoro al CTS di Bologna, con il patrocinio di ISAAC Italy, e il nome è un omaggio a Luca Errani.


Lo trovate su lucaa.org: si apre nel browser, non chiede account, non installa nulla. Scrivete o incollate un testo e LuCAA lo trasforma in simboli ARASAAC, tessera per tessera, pronto da modificare.

Un aspetto particolarmente interessante è la lemmatizzazione. LuCAA usa il dizionario Morph-it dell'Università di Bologna per riconoscere le parole flesse: scrivete "mangiavamo" e il sistema capisce che il lemma è "mangiare", recupera il simbolo giusto e applica automaticamente l'indicatore di tempo verbale. Chi ha provato a costruire tavole CAA a mano sa quanto tempo si perde proprio in questo passaggio, tra coniugazioni, plurali e genere da sistemare simbolo per simbolo.

Ogni tessera ha un menu di modifica rapido: si cambia il genere, si aggiungono un simbolo secondario o terziario, si regola tempo verbale e negazione senza uscire dal flusso di lavoro. E se il simbolo ARASAAC non basta, l'editor permette di collegare anche Global Symbols e Pixabay con una chiave API personale, che resta salvata solo nel browser dell'utente.

Da lì si passa alla composizione vera e propria: un'area di lavoro dove trascinare le tessere, aggiungere testo, forme, frecce, immagini caricate o incollate da uno screenshot, per costruire tavole comunicative, storie sociali o materiali per l'attività del giorno. Il formato pagina è regolabile (A4 verticale o orizzontale), l'aspetto delle tessere è personalizzabile in ogni dettaglio, dal font (compreso OpenDyslexic) al colore della pelle e dei capelli dei simboli, fino alla dimensione del testo e alla posizione dell'etichetta.

L'esportazione arriva fino al PDF, con margini e scala regolabili e un sistema di guide che segnala quando il contenuto rischia di uscire dal foglio stampabile: un dettaglio piccolo ma che chi ha già provato a stampare una tavola sforata capirà al volo.

Un paio di scelte progettuali meritano di essere sottolineate, perché non sono scontate in uno strumento gratuito. La navigazione da tastiera (tab, frecce, invio) rende l'editor utilizzabile anche a chi non può contare su un mouse o un touch preciso. E LuCAA è installabile come Progressive Web App: su un tablet diventa un'icona sulla schermata home, si apre come un'app vera, senza passare da uno store.

L'interfaccia, oltre all'italiano, è disponibile in una quantità sorprendente di lingue, il che apre a un uso anche in contesti multilingue o con famiglie straniere, senza dover cambiare strumento.

LuCAA non è l'ennesimo generatore di simboli. È pensato per il flusso reale di lavoro di chi prepara materiali su una Digital Board, li adatta la sera prima, li stampa al volo tra un'ora e l'altra. La combinazione di lemmatizzazione automatica, editor visuale completo e nessuna barriera d'accesso (niente registrazione, niente costi, licenza ARASAAC CC BY-NC-SA rispettata) lo rende uno strumento che si può mettere nelle mani di un collega senza dover spiegare nulla prima.

Il progetto verrà presentato ufficialmente tra settembre e ottobre, data ancora da definire. Nel frattempo lo strumento è già online e funzionante, e vale la pena tenerlo d'occhio (e provarlo con calma prima della presentazione ufficiale, magari raccogliendo qualche osservazione da portare a Gramegna e al suo gruppo di lavoro).

https://lucaa.org/