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Se ti dico "Google AI Studio", probabilmente pensi a qualcosa di complicato, riservato agli sviluppatori, roba da smanettoni. Inizialmente, anch'io la pensavo così. Poi ho scoperto la funzione Build e ho cambiato idea in fretta.
Build è uno strumento che ti permette di descrivere a parole l'app che vuoi creare, e l'AI la costruisce per te. Nessun codice, nessuna competenza tecnica richiesta. Ho voluto testarlo su un'idea che avevo in testa da un po': e se i miei studenti potessero fare domande direttamente ai personaggi dei Promessi Sposi?
Il problema classico con Manzoni è la distanza. I ragazzi faticano a sentire quei personaggi come reali, vicini, interessanti. Li leggono, li studiano, li interrogano su carta. Ma non ci parlano mai. Ho pensato: e se invece potessero farlo?
Ho descritto la mia idea a Google AI Studio Build in modo abbastanza semplice: un'app in cui lo studente sceglie un personaggio tra quelli del romanzo, gli rivolge delle domande, e il personaggio risponde rimanendo fedele al proprio carattere, al proprio modo di vedere il mondo, alla propria epoca. Fin qui, niente di straordinario. La parte che mi ha davvero colpito è quella successiva.
Ho aggiunto una richiesta precisa: ogni personaggio doveva avere una sintesi vocale coerente con la sua personalità. Don Abbondio, quindi, avrebbe dovuto suonare diverso da Fra Cristoforo. Lucia diversa dall'Innominato. L'Azzeccagarbugli diverso da Don Rodrigo.
E l'app l'ha fatto. Concretamente, il tono, il ritmo, le caratteristiche della voce sintetizzata cambiano a seconda del personaggio scelto. Entrare in conversazione con l'Innominato ha qualcosa di cupo, quasi pesante. Parlare con Renzo è un'altra cosa: più diretto, più caldo. Lucia risponde con dolcezza e misura. Don Abbondio è esattamente quello che ti aspetti: evasivo, ansioso, sempre pronto a tirarsi fuori dai guai.
Puoi provarlo tu stesso qui: I Promessi Sposi: Interviste su Google AI Studio
Le possibilità didattiche sono più ampie di quanto sembri a prima vista. Qualche idea concreta:
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Puoi usarlo come attività di comprensione del testo: lo studente deve fare domande sensate al personaggio, e per farlo bene deve aver capito chi ha davanti. Se chiede a Fra Cristoforo di giustificare una scelta che il frate non avrebbe mai fatto, la risposta lo metterà in contraddizione e lui dovrà rielaborare.
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Puoi usarlo per l'analisi del personaggio: invece di scrivere una scheda, lo studente intervista il personaggio e poi riporta quello che ha scoperto. Cambia la prospettiva, cambia la motivazione.
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Puoi usarlo per il debate: due studenti scelgono personaggi con visioni opposte e li fanno "dialogare" attraverso l'app, poi discutono in classe su chi aveva ragione e perché.
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E puoi usarlo semplicemente come aggancio iniziale, prima ancora di aver letto il romanzo. Lascia che uno studente parli con un personaggio senza sapere quasi nulla di lui. La curiosità si accende da sola.
Quello che mi ha sorpreso di più non è la tecnologia in sé, che ormai in qualche forma conosciamo tutti. È quanto poco tempo ci ho messo. Ho descritto l'idea, ho fatto qualche aggiustamento nel prompt ed ho segnalato qualche anomalia, e in meno di un'ora avevo un'app funzionante, con voce, con personalità differenziate, con un'interfaccia usabile anche da uno studente delle medie.
Non ho scritto una riga di codice. Non ho bisogno di un server. Non ho bisogno di installare niente. L'app esiste, ha un link, e posso condividerla con i miei studenti domani mattina.
Questo, per me, è il punto più importante: l'AI sta abbassando il costo di ingresso alla sperimentazione didattica. Un'idea che fino a ieri richiedeva settimane di sviluppo e la collaborazione di un esperto, oggi richiede un pomeriggio e una buona descrizione del problema.
Non so ancora se questa app diventerà una parte stabile del lavoro in classe o rimarrà un esperimento isolato. Ma so che la prossima volta che mi viene un'idea del tipo "sarebbe bello se...", la prima cosa che farò sarà aprire Google AI Studio Build e vedere cosa succede.
Google AI Studio Build
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