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Se usi NotebookLM da un po', sai bene come funziona (o meglio, come funzionava fino a qualche giorno fa): porti tu le fonti, le carichi nel notebook (PDF, URL, video, documenti) e poi il sistema inizia a lavorare. E' uno strumento straordinario per chi ha già il materiale in mano, ma presuppone un lavoro preparatorio che non tutti sono disposti o in grado di fare.
Google ha cambiato questa logica l'8 giugno scorso. Ora puoi aprire NotebookLM con solo un'idea vaga, una domanda di partenza, senza avere ancora nessuna fonte caricata, e il sistema ti aiuta a costruire il repository di materiali direttamente dalla conversazione, usando Google Search. In pratica: arrivi con una curiosità e lui ti porta le fonti.
Prima, il processo era abbastanza rigido: decidevi cosa volevi studiare, cercavi le fonti per conto tuo, le caricavi, e solo allora iniziavi a fare domande. Adesso i passaggi intermedi si comprimono. Puoi partire direttamente dalla domanda e lasciare che il sistema faccia la ricerca. Gli esempi che porta Google sono illuminanti: magari vuoi trovare fonti primarie in altre lingue per capire prospettive diverse, oppure stai cercando opere correlate di un autore che hai appena scoperto. NotebookLM cerca, suggerisce e aggiunge le fonti al notebook, spiegando anche perché ciascuna è rilevante per la tua domanda.
L'aggiornamento porta anche il passaggio a Gemini 3.5 come modello predefinito, con miglioramenti nella qualità delle risposte, nella velocità e nella gestione dei contesti lunghi. In più, grazie ad Antigravity (il motore di esecuzione di codice di Google), NotebookLM guadagna oltre 100 nuove skill che spaziano dall'analisi dati alla generazione di contenuti strutturati, con la possibilità di esportare i risultati in più formati di prima.
C'è però un aspetto su cui vale la pena tenere gli occhi aperti: la qualità delle fonti selezionate automaticamente da Google Search. NotebookLM si è sempre distinto proprio per la solidità delle fonti ancorate e verificabili, e questo ha fatto la sua reputazione. Se la ricerca automatica inizia a introdurre fonti di qualità inferiore senza che l'utente se ne accorga, il rischio è quello di compromettere l'affidabilità dell'intero sistema. Per fortuna l'opzione di rivedere e approvare le fonti suggerite prima di aggiungerle al notebook c'è, ed è essenziale usarla.
Il rilascio è partito l'8 giugno per gli utenti Google AI Ultra e per i clienti Workspace con accesso AI Expanded. Gli utenti gratuiti riceveranno gli aggiornamenti nelle settimane successive (solitamente le 2-4 settimane di prassi). Per ora tutto questo è disponibile sulla versione web; le app mobile per Android e iOS arriveranno in un secondo momento.
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