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Literacy Worlds: parlare con Otello e con i piu' grandi protagonisti della letteratura mondiale PDF Stampa E-mail
Risorse - Intelligenza Artificiale
Scritto da Administrator   
Lunedì 22 Giugno 2026 09:56

Ci sono progetti che, appena li scopri, ti fanno pensare "ecco, questo lo voglio provare in classe domani". Literacy Worlds è uno di questi.

L'idea alla base è semplice da spiegare e, devo dire, anche piuttosto seducente. Il sito propone una piccola libreria di classici (Otello di Shakespeare, Antigone di Sofocle, L'Apologia di Socrate di Platone, L'epopea di Gilgamesh, Il grande Gatsby di Fitzgerald e Delitto e castigo di Dostoevskij) e per ognuno offre la possibilità di entrare in un "mondo" dedicato. Lì trovi una scheda introduttiva con epoca, temi principali e i personaggi chiave dell'opera, e da lì puoi scegliere con chi conversare. Iago, Desdemona, Antigone, Socrate stesso: ognuno diventa un'intelligenza artificiale con cui dialogare, fare domande, provocare, capire meglio le sue motivazioni.

E' una sorta di gioco di ruolo letterario, dove il personaggio ti risponde restando (almeno in teoria) fedele al suo carattere e al suo contesto storico.

Chi insegna letteratura conosce bene il problema: leggere Shakespeare o Dostoevskij oggi richiede uno sforzo che molti studenti non sono disposti a fare, almeno non subito. Le distanze sono tante: linguistiche, culturali, temporali. Uno strumento come questo non sostituisce la lettura del testo, ma può diventare un ponte verso di essa.

Pensiamo all'Apologia di Socrate. Prima di affrontare il dialogo platonico in classe, far "incontrare" gli studenti con un Socrate virtuale che risponde alle loro domande sulla giustizia o sulla morte potrebbe accendere una curiosità che il testo da solo, per molti, non riesce a generare. Lo stesso vale per Iago: invece di limitarsi a descriverlo come il classico antagonista shakespeariano, si può chiedere agli studenti di interrogarlo direttamente sulle sue ragioni, per poi confrontare le risposte con quello che il testo originale lascia intendere (o non dice affatto).

C'è poi un aspetto che trovo particolarmente interessante dal punto di vista didattico: l'empatia narrativa. Dialogare con Antigone prima di analizzare la sua scelta tragica costringe lo studente a entrare nella sua logica, non solo a giudicarla da fuori.

Detto questo, è bene essere onesti con noi stessi e con i ragazzi su cosa sia davvero questo strumento.

Un personaggio generato da un'intelligenza artificiale non è il personaggio scritto da Shakespeare o da Sofocle. È un'interpretazione, costruita su quello che il modello ha appreso sul testo e sul contesto, e può sbagliare, semplificare o persino inventare dettagli che nell'opera originale non esistono. Per questo è fondamentale presentarlo agli studenti come quello che è: uno strumento di esplorazione e di stimolo, non una fonte da citare o un'autorità sul testo.

Funziona meglio, secondo me, se lo si usa come fase intermedia di un percorso più ampio, magari prima o dopo la lettura di un passaggio chiave, e non come sostituto dell'analisi testuale vera e propria. Va anche detto che, trattandosi di un progetto in inglese e ancora con un numero limitato di opere disponibili, il suo uso a scuola richiede un minimo di adattamento (e magari qualche traduzione al volo durante la lezione).

 

Si può usare in piccoli gruppi, assegnando a ciascuno un personaggio diverso da intervistare, per poi mettere insieme i risultati in una discussione collettiva sulle diverse prospettive dell'opera. Oppure si può proporlo come compito di scrittura: dopo la conversazione, chiedere agli studenti di scrivere una lettera immaginaria al personaggio, segnalando dove le risposte dell'IA coincidono con il testo e dove invece se ne discostano.

Funziona bene anche come attività di ripasso prima di una verifica, perché costringe a riformulare concetti già studiati in forma di domande, il che è sempre un buon esercizio di consolidamento.

Literacy Worlds resta un progetto piccolo e in evoluzione, con sei opere per ora, ma l'approccio che propone mi pare uno di quelli da tenere d'occhio nei prossimi mesi. Non perché risolva il problema della distanza tra i nostri studenti e i classici, ma perché offre un modo in più per provare ad accorciarla.

Literacy Worlds