| Pinpoint, lo strumento di Google per archivi e documenti, ora e' gratuito per tutti |
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| Risorse - Intelligenza Artificiale |
| Scritto da Administrator |
| Martedì 23 Giugno 2026 08:43 |
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Fino a poche settimane fa Pinpoint era uno strumento riservato a giornalisti e ricercatori. Dal 3 giugno 2026 Google lo ha aperto a chiunque abbia un account Google, gratuitamente. È una notizia che che vorrei condividere con i lettori, perché dietro un nome poco conosciuto si nasconde uno strumento che può semplificare parecchio il lavoro con archivi, documenti e registrazioni, e che si presta bene anche a un uso didattico. Pinpoint è pensato per una cosa molto specifica: aiutarti a trovare informazioni dentro raccolte enormi di materiali digitali. Puoi caricare PDF, email, audio, video, foto, appunti scritti a mano, e Pinpoint li rende tutti ricercabili. Ogni collezione può contenere fino a 200.000 file, e puoi crearne quante ne vuoi (funzionano come cartelle). Con l'account gratuito hai 1GB di spazio, mentre chi richiede l'accesso professionale (giornalisti e accademici) arriva a 100GB. La cosa interessante è che Pinpoint legge anche la scrittura a mano e i documenti scansionati male, trasformandoli in testo ricercabile. E trascrive audio e video (fino a due ore di durata e 8GB di peso) in più di cento lingue, restituendo trascrizioni con i tempi codificati: clicchi su una frase e ascolti esattamente quel punto della registrazione.
Dal punto doi vista didattico, le applicazioni più concrete sono diverse.
C'è poi un uso più semplice e quotidiano: digitalizzare e rendere ricercabili appunti scritti a mano, vecchie verifiche, materiali d'archivio della scuola. Se hai scatoloni di documenti cartacei o anni di fotografie di lavagne e appunti, Pinpoint te li trasforma in qualcosa che puoi interrogare con una domanda in linguaggio naturale, tipo "quando abbiamo parlato di equazioni di secondo grado" o "trova tutte le verifiche che citano la Rivoluzione francese". Le funzioni con l'intelligenza artificialeNegli ultimi mesi Google ha aggiunto diverse funzioni basate sull'IA, anche se non tutte funzionano ancora in modo impeccabile (sono ancora in fase beta). Puoi chiedere a Pinpoint di spiegarti una parola o un passaggio nel contesto del documento, di riassumere un singolo file o un'intera collezione, di estrarre dati da fino a cento documenti contemporaneamente trasformandoli in una tabella, o di creare automaticamente una linea del tempo a partire da un gruppo di file con una data associata. C'è anche la possibilità di confrontare due o tre documenti per vedere cosa cambia tra una versione e l'altra. E' importante sapere che queste funzioni servono ad analizzare ciò che carichi, non a generare contenuti nuovi. Se cerchi uno strumento che crei riassunti, podcast o slide a partire dai tuoi materiali, quello è un altro discorso. Pinpoint o NotebookLM?Qui nasce spesso confusione, perché entrambi sono strumenti Google gratuiti pensati per lavorare su grandi quantità di documenti. La differenza principale è nello scopo. NotebookLM genera contenuti nuovi (riassunti, mappe, podcast audio, video, presentazioni) ma accetta solo 50 file per raccolta nella versione gratuita. Pinpoint invece serve soprattutto a organizzare, etichettare e trovare pattern dentro archivi molto più grandi (fino a 200.000 file per collezione), senza l'obiettivo di produrre materiale finito. Un flusso di lavoro sensato, se hai una mole enorme di materiale, è raccogliere e trascrivere tutto in Pinpoint, e poi spostare i file più rilevanti in NotebookLM per costruire i contenuti finali da condividere con la classe. Privacy e limiti da considerarePer un contesto scolastico la'aspetto relativo alla privacy è fondamentale. Google specifica che i file caricati restano privati a meno che tu non decida di pubblicare una collezione, e che non vengono usati per addestrare modelli di intelligenza artificiale. Detto questo, i documenti vengono comunque elaborati sui server di Google, quindi per materiali particolarmente sensibili (dati personali di minori, ad esempio) vale la solita prudenza che si applica a qualunque servizio cloud. Tra i limiti pratici da conoscere: non esiste un'app mobile dedicata (su smartphone si naviga solo da browser, e non tutte le funzioni sono disponibili), non c'è ancora un collegamento diretto con NotebookLM, e con l'account gratuito da 1GB lo spazio si esaurisce in fretta se carichi molti file audio o video pesanti. Resta comunque uno strumento gratuito con margini di applicazione concreti per chi lavora ogni giorno con documenti, archivi e registrazioni, anche fuori dal giornalismo per cui è nato. Se ne parla qui |
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