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Un altro esperimento Google finisce nel cestino: tocca a Mixboard PDF Stampa E-mail
Risorse - Intelligenza Artificiale
Scritto da Administrator   
Mercoledì 19 Agosto 2026 09:49

Nel mondo dell'Intelligenza Artificiale capita sempre più spesso che arrivino notizie in grado di rovinarti una serata.

Google ha annunciato che dal 28 settembre 2026 Mixboard smetterà di esistere. Per chi non lo conoscesse, era lo strumento di Google Labs che permetteva di creare vere e proprie lavagne di immagini generate dall'intelligenza artificiale, mantenendo una coerenza visiva tra un'immagine e l'altra grazie alla consistency mode. Un dettaglio che sembra marginale ma che in classe faceva tutta la differenza: personaggi, ambientazioni e stili che restavano riconoscibili lavagna dopo lavagna, board dopo board.

Lo usavo moltissimo nelle attività di storytelling, per costruire sequenze narrative visive con gli studenti senza dover ogni volta ripartire da zero con un prompt scollegato dal precedente. E lo proponevo con convinzione anche nelle mie formazioni ai colleghi, come esempio di strumento sperimentale ma già abbastanza solido da entrare in classe. Ora quella solidità si rivela quello che in fondo era sempre stata: la fragilità tipica dei progetti Labs.

Ecco cosa scrive il team di Mixboard nella comunicazione ufficiale.

"As an experimental Labs project, Mixboard was designed to test new ways of creative expression. We have learned a lot from this experiment and are applying these learnings to future Google Labs explorations and creative tooling."

Tradotto: è stato un esperimento, l'esperimento è finito, i dati (compresi board, immagini generate e prompt) verranno cancellati e non saranno più recuperabili dopo il 28 settembre. Chi vuole salvare qualcosa deve muoversi entro quella data, scaricando manualmente ogni board come file PNG dal proprio progetto su mixboard.google.com.

Cosa portarsi a casa da questa chiusura

Al di là del dispiacere personale, c'è una lezione che vale la pena mettere nero su bianco, perché non è la prima volta e non sarà l'ultima. Gli strumenti sperimentali di Google Labs (così come tanti tool nati sull'onda dell'AI generativa) nascono per testare idee, non per restare. Sono vetrine, non infrastrutture. Google lo scrive chiaramente: quello che hanno imparato da Mixboard confluirà in "future esplorazioni" e in altri strumenti creativi, ma Mixboard in sé non sopravvivrà a questo passaggio.

Per chi lavora con la tecnologia in classe, questo significa una cosa molto concreta: prima di costruire un intero percorso didattico attorno a un singolo strumento gratuito e sperimentale, conviene chiedersi cosa succede se domani quello strumento sparisce. Non per scoraggiare la sperimentazione, che resta preziosa, ma per non trovarsi a rincorrere export dell'ultimo minuto o, peggio, a perdere materiali costruiti con gli studenti nel corso di mesi.

Nel frattempo, se avete board create con Mixboard che vi interessa conservare, il consiglio è di non rimandare. La procedura è semplice: si apre il progetto, si passa il cursore sul nome della board per far comparire i tre puntini verticali, si sceglie "Download as PNG" e si scarica lo zip con tutte le immagini. Ripetuto per ogni board che si vuole salvare, prima che il 28 settembre arrivi davvero.

Chi ha usato Mixboard nelle proprie attività di storytelling farà bene a documentare anche il processo, non solo il risultato: schermate dei prompt usati, sequenze delle immagini, note su come è stata costruita la coerenza narrativa. Quel sapere pratico, a differenza dei dati sul server di Google, resta nostro.