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Come generare una ruota per scegliere gli alunni con Gemini Canvas PDF Stampa E-mail
Risorse - Intelligenza Artificiale
Scritto da Administrator   
Mercoledì 16 Settembre 2026 08:29

Chi chiama un alunno a caso da anni usando il registro elettronico, un mazzo di bastoncini colorati o il classico "tocca a te" deciso a memoria, sa bene quanto sia difficile restare davvero imparziali. Gemini Canvas permette di costruire in pochi minuti uno strumento che risolve il problema, e soprattutto lo fa in modo divertente, con un'app interattiva pensata su misura per la propria classe.


Vediamo insieme come nasce uno strumento del genere partendo da un prompt semplice, e come trasformarlo in qualcosa di davvero utile per il lavoro quotidiano.

Il prompt usato è diretto e concreto, e proprio per questo funziona bene:

"Crea un'app come una ruota di una roulette dove inserire i nomi di 20 miei alunni e mi servirà per sceglierli in classe casualmente: Sara, Leo, Marco A, Marco S, Francesco, Virginia, Andrea R, Andrea V, Matteo, Mattia, Lara, Roberta, Francesca, Gaia A, Gaia G, Gregorio, Silvia, Filippo, Lisa, Amin."

Gemini Canvas ha restituito esattamente quello che serve: una ruota grafica divisa in venti spicchi colorati, ognuno con un nome, un pulsante centrale "Gira" e un puntatore rosso che indica il vincitore al termine della rotazione. Il risultato che vedete nello screenshot è già utilizzabile in classe così com'è, senza bisogno di installare nulla: basta aprire il link su un browser e proiettarlo sulla digital board (ecco il mio esempio)

Quello che colpisce di più lavorando con Canvas è la velocità con cui l'idea diventa strumento funzionante. Non c'è bisogno di sapere cosa sia una libreria JavaScript o come si gestisce un evento di click: basta descrivere il risultato che si vuole ottenere, con parole semplici, e lasciare che sia il modello a occuparsi della parte tecnica.


Il prompt ha alcuni elementi che vale la pena notare, perché sono quelli che fanno la differenza tra un risultato generico e uno realmente utilizzabile.

Prima di tutto definisce con chiarezza la metafora visiva: "come una ruota di una roulette" dà al modello un riferimento immediato su forma, movimento e interfaccia, evitando ambiguità su come debba apparire lo strumento. Poi specifica lo scopo concreto (scegliere gli alunni per le interrogazioni), che orienta le scelte di design verso qualcosa di funzionale e non solo decorativo. Infine fornisce direttamente l'elenco completo dei nomi, evitando un secondo passaggio di configurazione: l'app nasce già pronta all'uso.

Questa combinazione, obiettivo chiaro più dati reali forniti subito, è probabilmente la ricetta più efficace quando si lavora con strumenti come Canvas per creare mini app didattiche.

Come perfezionare lo strumento con richieste successive
Una volta ottenuta la prima versione, la parte più interessante comincia: raffinare l'app con richieste mirate. Ecco alcune direzioni che si possono esplorare, partendo proprio dalla ruota generata.

  • Gestione degli alunni già interrogati. Si può chiedere a Gemini di aggiungere un'opzione che, una volta estratto un nome, lo rimuova temporaneamente dalla ruota (o lo segni come "già interrogato"), così da garantire che tutti passino prima di ricominciare un nuovo giro. Un prompt utile potrebbe essere: "Aggiungi un pulsante per escludere dalla ruota gli alunni già estratti, e uno per resettare l'elenco completo quando voglio ricominciare".
  • Salvataggio delle classi. Chi ha più classi con alunni diversi può chiedere che l'app permetta di creare e salvare più liste distinte, richiamabili con un menu a tendina, invece di riscrivere ogni volta tutti i nomi.
  • Effetti sonori e animazioni. Un piccolo suono alla fine della rotazione, o un effetto di conferettoni quando esce il nome, rendono l'esperienza più coinvolgente, soprattutto con le classi più giovani. Basta chiedere: "Aggiungi un suono quando la ruota si ferma e un piccolo effetto visivo di festa sul nome estratto".
  • Estrazione a gruppi. Per chi lavora spesso con attività cooperative, si può chiedere di modificare la logica in modo che la ruota estragga due o tre nomi contemporaneamente, per formare rapidamente dei gruppi di lavoro casuali.
  • Timer integrato. Una richiesta particolarmente utile per chi interroga: aggiungere un piccolo cronometro visibile che parta automaticamente non appena viene estratto un nome, utile per gestire i tempi dell'interrogazione senza controllare l'orologio.
  • Personalizzazione grafica. Colori, font, o l'inserimento del logo della scuola sono tutte richieste che Canvas gestisce senza difficoltà, e che permettono di adattare lo strumento all'identità della propria classe o del proprio istituto.


La cosa più utile da tenere a mente quando si lavora con Canvas è procedere per piccoli passi, testando ogni modifica prima di chiederne un'altra. Invece di scrivere subito un prompt lunghissimo con dieci richieste insieme, conviene costruire lo strumento a strati: prima la struttura base (come nel prompt di partenza), poi una funzione alla volta. In questo modo si mantiene il controllo su cosa sta cambiando e si evita che il modello, cercando di accontentare troppe richieste insieme, perda qualche dettaglio già funzionante.

Uno strumento come questa ruota è un esempio piccolo ma concreto di come l'intelligenza artificiale generativa possa entrare nella routine quotidiana in classe senza pretese eccessive: non sostituisce nulla, semplifica un gesto che facciamo tutti i giorni, e lo rende un po' più leggero, per noi e per gli alunni.