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Una scheda didattica pronta in un minuto: cosa succede se chiedi a Gemini Notebook di fare un'infografica PDF Stampa E-mail
Risorse - Intelligenza Artificiale
Scritto da Administrator   
Martedì 29 Settembre 2026 18:17

Mi capita spesso di sentire colleghi che dedicano il pomeriggio a impaginare una scheda per la lezione del giorno dopo: cercano le immagini, sistemano le caselle, controllano che i testi non escano dai margini. Poi la scheda finisce nel fascicolo e quasi mai viene riutilizzata. Da quando ho provato la funzione Infografiche di Gemini Notebook, il mio modo di preparare questo tipo di materiali è cambiato parecchio, e vale la pena raccontarvelo con un esempio concreto.

Il punto di partenza è sempre una fonte. In Gemini Notebook carichi un documento (un capitolo del libro di testo, un PDF, un tuo appunto, un link) e l'infografica viene costruita a partire da quel materiale, non da conoscenze generiche. Questo è un vantaggio enorme per noi, perché la scheda resta coerente con quello che stiamo davvero studiando in classe, con la terminologia che usiamo e con il livello che abbiamo scelto.

La parte interessante è che l'infografica non deve per forza essere un riassunto visivo. Con il prompt giusto puoi chiedere una vera scheda didattica operativa, con spazi da completare, etichette vuote e domande finali. Ed è quello che ho fatto io.


Ho lavorato su un testo che parlava delle fonti di energia (rinnovabili, non rinnovabili, tipi di centrali, inquinamento) e ho scritto una richiesta di questo tipo:

"Crea un foglio di lavoro educativo di una pagina in formato verticale (8,5 x 11 pollici) per bambini di 10 anni. Il design deve sembrare scritto a mano, carino, pulito e visivamente accattivante, come un grazioso blocco note. Utilizza uno stile di scrittura leggibile, piccoli scarabocchi, frecce, simpatiche icone scientifiche e una palette di colori tenui. Inserisci un titolo grande e accattivante nella parte superiore. Il foglio deve essere a spazi da compilare e basato sulla fonte. Includi una sezione "Parole chiave" con i termini più importanti, con spazi da compilare per semplici definizioni. Aggiungi una sezione di appunti guidati con 10-12 frasi con spazi vuoti sull'argomento, su differenze, funzioni e vari perché. Includi un diagramma con delle etichette vuote da compilare. Aggiungi una breve sezione "Curiosità" e una sezione finale con 3 brevi domande di comprensione. Assicurati che tutto sia chiaro, organizzato e adatto a bambini di 10 anni.

Il risultato è la scheda che vedete in questa pagina: un blocco note a spirale con il titolo "Alla scoperta delle fonti di energia!", gli appunti guidati in alto, il diagramma con le etichette da completare al centro, le parole chiave in basso a sinistra e la sezione "Curiosità e verifica" a destra.

Ogni frase della richiesta svolge un compito preciso, e conviene capirlo per poterlo adattare alle proprie esigenze.

La descrizione dell'età serve a calibrare linguaggio e complessità: cambiando "10 anni" in "13 anni" ottieni frasi più articolate e definizioni meno elementari. L'indicazione sullo stile grafico (scritto a mano, scarabocchi, colori tenui) decide l'aspetto complessivo, e per una scheda destinata alla stampa i colori delicati sono una scelta oculata, perché non consumano inchiostro e non distraggono. Le richieste sulle sezioni (parole chiave, appunti guidati, diagramma, curiosità, domande finali) danno alla pagina una struttura da vera scheda di lavoro, con un percorso che va dalla comprensione alla verifica.

Merita attenzione anche l'idea di chiedere frasi con spazi vuoti sulle differenze, sulle funzioni e sui "perché". In questo modo l'attività non si riduce a un riempimento meccanico: l'alunno deve ragionare su cause e confronti, come succede nel passaggio sul problema dell'inquinamento, dove deve completare il legame tra petrolio, carbone e riscaldamento del pianeta.


Prima di distribuire una scheda generata così, la leggo sempre con attenzione, e ti consiglio di fare lo stesso. Nel mio caso l'impianto è convincente: le etichette del diagramma sono ben posizionate accanto alle illustrazioni (la diga, le pale eoliche, la casa con i pannelli, la centrale geotermica, la fabbrica con le fonti fossili), le definizioni delle parole chiave sono semplici e la sezione finale con tre domande è pensata bene.

Ci sono però un paio di dettagli da controllare. Il formato non è verticale come avevo richiesto ma orizzontale, quindi se devi stampare su A4 conviene verificare l'impaginazione o ripetere la generazione insistendo sull'orientamento. Inoltre, in un paio di punti l'intelligenza artificiale usa le maiuscole in modo un po' incoerente nei titoli delle sezioni, e nelle caselle del diagramma le etichette hanno un aspetto simile tra loro anche quando indicano elementi diversi. Sono ritocchi da poco, ma il controllo dei contenuti resta una responsabilità nostra: prima di consegnarla ai ragazzi verifica che gli spazi da completare abbiano una risposta univoca, perché a volte una frase può ammettere più soluzioni corrette.

Come inserirla in classe

Io suggerisco tre modi. Il primo è come attività di consolidamento dopo la spiegazione: la scheda viene proiettata sulla Digital Board e si completa insieme, verbalmente. Il secondo è come lavoro a coppie, stampata e completata usando il libro come riferimento. Il terzo, quello che mi piace di più, è come verifica leggera all'inizio della lezione successiva: la stessa scheda, con gli spazi ancora vuoti, per capire cosa è rimasto davvero.

Un consiglio pratico: conserva il prompt in un documento e cambia soltanto l'argomento e la fonte. Con lo stesso schema puoi generare in pochi minuti una scheda sul ciclo dell'acqua, sull'Impero romano o sulle parti del discorso, mantenendo uno stile riconoscibile che i ragazzi imparano a riconoscere come "la scheda di lavoro" della classe.

Il prompt generico è un buon inizio, ma il salto di qualità arriva con i dettagli

Il prompt che ho condiviso è volutamente generico, così puoi riutilizzarlo cambiando soltanto la fonte. Funziona, ma lascia a Gemini Notebook tutte le scelte sui contenuti: sarà lui a decidere quali sono le parole chiave, quali elementi inserire nel diagramma, su quali passaggi costruire i "perché". Se la fonte è ben strutturata il risultato è quasi sempre ragionevole, ma può non coincidere con quello che hai spiegato tu in classe, o trascurare proprio il concetto su cui i ragazzi fanno più fatica.

Per questo, quando l'argomento è importante, conviene aggiungere al prompt le indicazioni specifiche sul tema. Nel caso delle fonti di energia, ad esempio, puoi precisare quali termini devono comparire tra le parole chiave (fonte di energia, fonti rinnovabili, fonti non rinnovabili), quali elementi deve contenere il diagramma (centrale idroelettrica, eolica, solare, geotermica, biomasse, fonti fossili), quali collegamenti devono emergere negli appunti guidati (per esempio il rapporto tra combustibili fossili, inquinamento e riscaldamento del pianeta, oppure la differenza tra risorse che si rigenerano e risorse destinate a esaurirsi) e quale curiosità vuoi inserire.

Un prompt più mirato potrebbe suonare così:

Crea un foglio di lavoro educativo di una pagina per bambini di 10 anni sulle fonti di energia, basato sulla fonte caricata. Nelle parole chiave inserisci "fonte di energia", "fonti rinnovabili" e "fonti non rinnovabili", con definizioni da completare. Negli appunti guidati includi frasi con spazi vuoti che spieghino la differenza tra rinnovabili e non rinnovabili, il motivo per cui oggi consumiamo più energia rispetto al passato, l'origine del petrolio e i problemi legati all'inquinamento. Nel diagramma inserisci una centrale idroelettrica, un parco eolico, una casa con pannelli solari, una centrale geotermica, un impianto a biomasse e una fabbrica alimentata da fonti fossili, ciascuno con un'etichetta vuota da completare. Come curiosità usa il fatto che l'energia del Sole catturata dai pannelli è inesauribile e non inquina. Chiudi con tre domande di comprensione su questi stessi temi.

E il risultato è stato questo:

Qualche variazione da provare

Se vuoi differenziare il materiale, puoi chiedere due versioni della stessa scheda: una con le parole da inserire già indicate in un riquadro laterale, adatta agli alunni che hanno bisogno di più supporto, e una senza alcun suggerimento per chi può lavorare in autonomia. Puoi anche modificare il tono ("stile fumetto", "stile laboratorio scientifico") oppure chiedere di limitare le sezioni a due o tre, se preferisci qualcosa di più snello.

La tecnologia, in questo caso, non sostituisce il lavoro dell'insegnante: lo rende più rapido nella parte meno creativa e ci lascia il tempo per quella che conta davvero, cioè scegliere la fonte giusta, controllare i contenuti e decidere come usare la scheda in classe.