| La scuola italiana e la manovra economica |
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| Opinioni - Scuola | ||||||||||||||||||||||||||||||||
| Martedì 01 Giugno 2010 15:23 | ||||||||||||||||||||||||||||||||
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Ormai è chiaro. La scuola italiana ed i docenti in particolare, risultano annoverati nei bilanci dello Stato tra le voci "Spese inutili", vista la portata del taglio che si sta abbattendo per effetto di questa sciagurata manovra finanziaria. Finanziaria: taglio di 104milioni all'anno alle risorse del Miur Tecnica della scuola – 1 giugno 2010 - di Reginaldo Palermo Lo prevede il 1° comma dell'articolo 2 del decreto legge. La tabella allegata al decreto illustra nel dettaglio la manovra. Altri 9 milioni tagliati dai fondi del Mef destinati al pagamento delle supplenze. L’articolo 2 del decreto legge in materia di bilancio approvato nei giorni scorsi dal Governo reca il titolo “Riduzione e flessibilità negli stanziamenti di bilancio”; leggendolo con attenzione si scopre che il già magro bilancio del Ministero dell’Istruzione verrà ridotto nei prossimi 3 anni di altri 310 milioni, poco più di 100milioni per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013.
Il 1° comma dell’articolo 2 prevede infatti che le spese previste per alcune voci del bilancio del Ministero dell’Istruzione potranno essere rimodulate (termine “morbido” per significare che saranno ridotte). L’allegato 1 del decreto indica con precisione le voci oggetto di riduzione
A questi importi vanno sommati altri 9milioni di euro all’anno riguardanti sempre il settore dell’istruzione cancellati dal bilancio del Ministero dell’Economia (si tratta dei fondi gestiti direttamente dal Mef per il pagamento delle supplenze a carico delle Direzioni provinciali del Tesoro). Una norma del decreto (si tratta precisamente del comma 14 dell’articolo 8) prevede invece che le risorse derivanti dalle riduzioni di organico del personale docente e Ata, legate alla applicazione dell’articolo 64 della legge 133, restano assegnate al settore scolastico.
Manovra/ Scuola,per 200mila docenti arriva stop scatti anzianità Roma, 31 mag. (Apcom) - Per gli insegnanti della scuola lo stop degli scatti di anzianità fino a tutto il 2012, previsto dalla manovra finanziaria firmata oggi dal Capo dello Stato, comporterà un mancato incremento stipendiale medio di 2mila euro lordi: la stima riguarda circa 200mila docenti che nei prossimi tre anni avrebbero dovuto usufruire del cosiddetto passaggio di 'gradone'. Per i docenti il danno economico è particolarmente gravoso perché lo scatto di anzianità non avviene ogni due anni, come previsto negli altri comparti pubblici, ma ogni cinque-otto anni: quando l'insegnante raggiunge l'anzianità prevista, nella busta paga si applica, con modalità automatica, un incremento medio pari a quasi 180 euro lordi. L'importo varia in base agli anni di anzianità acquisiti: a tal fine valgono pure quelli di pre-ruolo, anche se vengono conteggiati per intero solo i primi quattro anni di precariato. Più si sale di anzinità, quindi, più il mancato aumento sarà maggiore: per un docente della scuola superiore con vent'anni di servizio alle spalle, ad esempio, con un importo lordo annuo attorno ai 28mila euro, lo scatto automatico corrisponde a quasi 3mila euro lordi (circa 250 euro al mese). Per il personale non docente - amministrativi, tecnici ed ausiliari - il mancato passaggio da un 'gradone' all'altro comporterà un danno economico minore: un collaboratore scolastico neo assunto, ad esempio, che guadagna 14.900 lordi l'anno, per effetto del blocco ne perderà 290. I sindacati della scuola in questi giorni hanno chiesto al governo di recuperare, alla fine del 2013, gli scatti sessennali che dovessero essere perduti per effetto del decreto e che per gli insegnanti sono l'unica forma di progressione della carriera: nel testo del dl la correzione, che avrebbe un impatto negativo anche sull'entità della pensione, non è stata però apportata. Per il personale della scuola l'ultima speranza, a questo punto, è che ci pensi direttamente il Parlamento. Il docente paga più del manager Hanno uno stipendio che nelle migliori delle ipotesi non arriva, a fine carriera, neppure alla metà dei 90 mila euro dei dirigenti pubblici, tetto massimo oltre il quale la manovra finanziaria di quest'anno fa scattare il taglio dei 5% dello stipendio sulla quota eccedente, che sale al 10 per buste paga over 150 mila. Eppure per loro, insegnanti, ausiliari, tecnici e amministrativi, il taglio sarà ben più consistente, arrivando, secondo quanto stimano pressoché tutti i sindacati sulla base di dati del ministero dell'economia, anche al doppio, il 10%. È l'effetto della somma delle due misure che, salvo novità, scatteranno nella scuola con il decreto finanziario: blocco dei contratti per un triennio e congelamento degli scatti di anzianità. Due misure sulle quali vanno avanti i tentativi delle forze sindacali di addolcire le durezze del ministro dell'economia, Giulio Tremonti. Il ventaglio delle possibili soluzioni propone un recupero almeno parziale dei mancati aumenti contrattuali, in una fase successiva a quella del triennio lacrime e sangue, la spendibilità ai fini giuridici, ovvero pensionistici, dello scatto non maturato economicamente e un piano di assunzioni per almeno 20 mila posti nei prossimi due anni. Anche perché la scuola risulta essere tra i pochi comparti ai quali non si applica il blocco del turn over. Modifiche su cui le trattative entreranno nel vivo probabilmente in sede parlamentare. Ecco la stangata su pensioni e Tfr
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