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Creare infografiche per la lezione con il comando /teacher di ChatGPT PDF Stampa E-mail
Risorse - Realtà virtuale e aumentata
Scritto da Administrator   
Venerdì 02 Ottobre 2026 08:42

Tra i trucchi per generare immagini che circolano in questi mesi tra i colleghi, quello del comando /teacher è uno dei più semplici da provare. Basta aprire ChatGPT, scrivere /teacher seguito dall'argomento e, in pochi secondi, arriva un'infografica già impaginata, con titoli, schemi, piccoli box di approfondimento e illustrazioni. Nell'immagine in testa a questo articolo  l'esempio è il sistema solare, ma il bello è che il meccanismo si adatta a un'infinità di argomenti, dalla fotosintesi al periodo ipotetico.

Il meccanismo è lineare: si apre ChatGPT, si scrive qualcosa come "/teacher il ciclo dell'acqua" e si aspetta il risultato. Quello che molti non sanno è che il comando da solo produce un risultato piuttosto generico, e la differenza la fa il modo in cui lo si completa. Indicare il livello scolastico cambia parecchio il linguaggio e la quantità di informazioni: "/teacher il ciclo dell'acqua per la scuola primaria" darà frasi brevi e concetti essenziali, mentre la stessa richiesta per la secondaria di primo grado porterà termini più precisi (evaporazione, condensazione, falde) e uno schema più ricco.

Come personalizzare la richiesta

Si può chiedere uno stile grafico preciso (più semplice, più colorato, più sobrio), decidere quanto spazio dare alle immagini rispetto al testo e inserire attività da svolgere in classe, come quiz, mappe da completare o piccoli esercizi. C'è anche la possibilità di farsi preparare una descrizione per i social, comoda se gestite il profilo della scuola o un blog di classe.

Alcuni esempi di richieste:

/teacher la fotosintesi clorofilliana con stile semplice e colorato
/teacher la Rivoluzione francese con linea del tempo e personaggi principali
/teacher le frazioni con esempi tratti dalla vita quotidiana
/teacher il periodo ipotetico con schema e attività inclusive
/teacher le regioni d'Italia, crea anche una descrizione per i social

Quali argomenti si prestano meglio

Il comando funziona bene con tutto ciò che ha una struttura riconoscibile: cicli (come quello dell'acqua o delle stagioni), classificazioni (i vertebrati, i tipi di triangoli), linee del tempo (l'Impero romano, il Risorgimento), parti di un insieme (l'apparato digerente, la cellula). Lavora meglio sulle discipline scientifiche, geografiche e storiche, ma può dare spunti interessanti anche in italiano, per esempio sull'analisi grammaticale o sulle figure retoriche, o in arte, con una panoramica su una corrente come l'Impressionismo. Si trova invece meno a suo agio con concetti molto astratti o con argomenti che richiedono sfumature, dove l'immagine rischia di semplificare troppo.

Un'attenzione che non va sottovalutata

I contenuti vanno sempre controllati. Le immagini generate dall'intelligenza artificiale sembrano sempre corrette anche quando non lo sono, e capita ancora che nelle scritte compaiano refusi, parole storpiate o date leggermente sbagliate (succede spesso con l'italiano, soprattutto nei testi piccoli). Prima di proiettare l'infografica sulla Digital Board o di distribuirla agli studenti conviene rileggere ogni riquadro con calma, come si farebbe con una scheda trovata in rete. Un'ottima abitudine è trasformare il controllo in un'attività didattica: far cercare agli studenti gli errori nascosti nell'immagine, magari su una linea del tempo con una data sbagliata, è un esercizio di verifica delle fonti che funziona molto bene.

Un altro vantaggio concreto riguarda l'inclusione. Un'infografica ben fatta offre un supporto visivo che aiuta gli studenti con difficoltà di lettura, con bisogni linguistici o con tempi di attenzione ridotti, e chiedere esplicitamente una versione inclusiva dà una buona base di partenza, da adattare poi alla classe reale. Una volta soddisfatti del risultato, l'immagine si può salvare e condividere con i colleghi, caricare sulla piattaforma della scuola oppure stampare come cartellone per l'aula.

Il consiglio finale è di non fermarsi al primo tentativo: se qualcosa non convince, si può chiedere a ChatGPT di cambiare lo stile, semplificare un riquadro o aggiungere una sezione, e di solito bastano due o tre ritocchi per arrivare a una tavola davvero utilizzabile.Ricordate sempre che, se utilizzate la versione free di ChatGpt, la disponibilità di immagini giornaliere da generare è assai limitata