Maestro Roberto - Tecnologie e didattica

Per iscriversi alla newsletter Maestro Roberto inviare una mail all'indirizzo info@robertosconocchini.it con oggetto Iscrizione newsletter e testo vuoto

Leopardi e Vasco Rossi in podcast: quando i ragazzi abbattono i muri del tempo PDF Stampa E-mail
Percorsi didattici - Scuola secondaria di primo grado
Scritto da Administrator   
Martedì 24 Marzo 2026 11:28

C'è un filo invisibile che collega un colle marchigiano dell'Ottocento al palco di uno stadio moderno. Un filo fatto di noia, di infinito, di ribellione e di quella sensazione fastidiosa di non sapere bene cosa fare della propria vita. A scoprirlo non sono stati dei critici letterari né dei giornalisti musicali, ma gli studenti delle classi 3ªA e 3ªB dell'Istituto Comprensivo "Valesium" di Torchiarolo, in provincia di Brindisi.
Il risultato si chiama Oltre la siepe, sopra la follia: il ritmo dell'infinito, ed è un podcast originale che mette faccia a faccia Giacomo Leopardi e Vasco Rossi come se fossero due vecchi amici con molto da dirsi.

La prima cosa che colpisce è l'accostamento in sé. Leopardi e Vasco Rossi non sono solo lontani nel tempo: sembrano agli antipodi per stile, pubblico, forma espressiva. Eppure, quando i ragazzi vanno ad approfondire, la distanza si accorcia in modo sorprendente. L'ansia per il futuro del Sabato del villaggio risuona con l'inquietudine delle canzoni di Vasco. La noia leopardiana, tutt'altro che pigrizia ma motore di pensiero, trova un eco in quel senso di vuoto creativo che il rocker emiliano ha raccontato mille volte. L'infinito come orizzonte irraggiungibile e, allo stesso tempo, desiderabile diventa un tema che attraversa i secoli senza perdere un grammo di attualità.
Questa non è una trovata provocatoria. È didattica vera, quella che parte da una domanda genuina: cosa hanno in comune questi due? E la risposta la costruiscono gli studenti, non l'insegnante.

Il podcast è articolato in cinque atti, ognuno dei quali esplora un tema condiviso tra i due autori. Si parte dall'ansia del domani, si passa per la noia come occasione e non come problema, si arriva alla libertà, alla ribellione e all'infinito. Il quarto atto affronta il rischio di vivere ed essere se stessi, quello forse più personale e difficile da gestire in classe con dei tredicenni. Il quinto chiude con un invito concreto: rimboccarsi le maniche. Non male, come traiettoria.
La struttura in atti non è casuale. Dà al progetto una forma teatrale, narrativa, che tiene insieme riflessioni intime, versi di poesia e testi rock. I ragazzi non si limitano ad ascoltare o a leggere: interpretano, confrontano, cercano un senso. E lo fanno attraverso la voce, che è forse lo strumento più diretto che abbiamo.

C'è un dettaglio tecnico che vale la pena sottolineare: la colonna sonora del podcast è originale ed è stata realizzata dal prof. Giuseppe Pappaianni con l'ausilio dell'intelligenza artificiale. Questo non è una sepmplice delega. È un segnale preciso di come l'IA stia entrando nella pratica didattica non come sostituto della creatività, ma come strumento al servizio di un progetto con un'idea forte dietro.
Usare l'IA per comporre musica d'accompagnamento a un'esperienza letteraria e sonora costruita dagli studenti è esattamente il tipo di utilizzo che ha senso mostrare in classe. Non l'IA che fa i compiti al posto dei ragazzi, ma l'IA come collaboratrice in un processo creativo guidato dall'intenzione umana.

Questo progetto nasce da una collaborazione tra quattro docenti: Giuseppe Pappaianni, Maria Grazia Bove, Vincenzo D'Elia e Lorena Renna. Non è il lavoro di un singolo entusiasta, ma di un team che ha condiviso un obiettivo. Questo è un punto che non va trascurato, perché spesso i progetti didattici più belli restano isolati per mancanza di una rete.
L'altra cosa che mi sembra importante è la scelta del formato. Il podcast obbliga gli studenti a lavorare sulla voce, sul ritmo, sulla chiarezza del pensiero. Non si può nascondersi dietro una presentazione PowerPoint o copiare da internet. Bisogna capire davvero quello che si dice, perché poi lo si dice ad alta voce e lo ascolta qualcuno.
Se siete insegnanti di italiano alle medie e state cercando un modo per avvicinare i ragazzi a Leopardi senza che scappino dalla finestra, questo progetto è un buon punto di partenza. O almeno, andatevi ad ascoltare il podcast: lo trovate all'indirizzo tiny.cc/pyl0101.
Siete pronti a guardare oltre la siepe?