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Baamboozle, il quiz a squadre che fa discutere (e giocare) la classe PDF Stampa E-mail
Risorse - Test, Verifiche, Quiz
Scritto da Administrator   
Domenica 06 Settembre 2026 08:22

C'è una segnalazione che arriva da Agostino Antonio Combatti, giovanissimo formatore e carissimo amico che gira già parecchio tra le scuole, e che riguarda un'app finita nel catalogo AppInventory dell'università di Udine: Baamboozle. Non è una novità assoluta, è conosciuta da un po' tra chi si occupa di gamification didattica, ma vale la pena guardarla da vicino perché fa qualcosa che molti quiz digitali non fanno: costringe i ragazzi a parlarsi.


L'idea di base è semplice. Si crea un quiz con domande, risposte, immagini opzionali e un punteggio di difficoltà per ciascuna domanda. Poi la classe si divide in squadre e gioca sulla griglia proiettata: si sceglie una casella, esce una domanda, la squadra risponde. Punti se giusta, niente se sbagliata.

Fin qui sembra un Kahoot qualsiasi. La differenza sta nel fatto che Baamboozle non richiede un dispositivo per ogni studente. Si gioca guardando lo schermo comune, la Digital Board in classe fa da tabellone, e la risposta si costruisce insieme, a voce, tra compagni di squadra. Chi ha già provato quiz a squadre sa quanto questo cambi la dinamica: non è più "chi clicca più veloce" ma "come ci mettiamo d'accordo prima di rispondere".

Le domande non devono per forza essere a scelta multipla o vero falso. Si possono inserire anche quesiti aperti, quindi il livello di ragionamento richiesto può salire parecchio rispetto al classico test a crocette. Nella scheda tecnica infatti compaiono tutti i livelli della tassonomia di Bloom, da ricordare fino a creare, il che dà un'idea della flessibilità dello strumento.

Per costruire un gioco si passa dalla propria libreria personale, si dà un titolo, una descrizione e si decide se renderlo pubblico (utile se si vuole che altri colleghi lo trovino e lo riutilizzino). Le domande si inseriscono manualmente oppure si importa un quiz già pronto, anche da fonti come ChatGPT, Word, Excel o Google Docs, il che accorcia parecchio i tempi di preparazione se si ha già del materiale.

Una volta pubblicato, il gioco offre diverse modalità: la versione classica a griglia, una variante semplificata per i più piccoli, un memory a tessere e un connetti quattro basato sulle risposte corrette. Queste ultime due sono riservate al piano Premium, così come i timer e i power up aggiuntivi. Nella versione gratuita restano comunque a disposizione giochi illimitati e fino a quattro squadre, un limite che nella maggior parte delle classi non pesa particolarmente.

Tra i commenti degli utenti sulla scheda AppInventory ce n'è uno che coglie bene il punto: chi l'ha usata in classe racconta che il meccanismo di gioco spinge gli studenti a discutere e collaborare dentro la squadra prima di dare la risposta. Ed è probabilmente questo l'aspetto più interessante dello strumento, più della grafica o delle modalità di gioco. Un quiz individuale misura quello che sai. Un quiz a squadre, fatto bene, misura anche come lo negozi con gli altri.

Resta il limite della lingua, l'interfaccia non è disponibile in italiano, e questo può essere un piccolo scoglio con le classi più giovani o meno abituate all'inglese scolastico. Ma per ripasso, consolidamento e verifica informale delle conoscenze, specialmente su materie dove le domande aperte hanno senso, è uno strumento che merita un posto nella cassetta degli attrezzi.

La segnalazione di Agostino

Agostino ha inserite su AppInventory un'altra interessante segnalazione su Edpuzzle che vi condivido