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Prove INVALSI: come funzionano nel resto d'Europa E-mail
Docenti - INVALSI
Scritto da Administrator   
Giovedì 14 Maggio 2015 16:20
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Non si sono ancora spente le polemiche che accompagnano ormai annualmente lo svolgimento delle prove INVALSI, così come non sono mancate anche quest'anno le giornate di sciopero indette in coincidenza con lo svolgimento delle prove.

Ma al di là delle rivendicazioni legate soprattutto alle modalità e agli obblighi di correzione dei test, nel resto d'Europa esistono queste prove? E come sono strutturate?

Riporto il testo integrale di un articolo apparso su Il Sole 24 ore che fornisce un quadro completo del problema.

"Invalsi, le prove della discordia: come funzionano nel resto d’Europa
E’ sempre al centro delle polemiche l’Invalsi, la prova scritta di italiano e matematica che ha lo scopo di valutare i livelli di apprendimento degli studenti. Nonostante manifestazioni di protesta e boicottaggi, ieri i test nella scuola secondaria di secondo grado hanno coinvolto circa 548 mila studenti delle classi seconde. Si è registrata una diminuzione della partecipazione: nelle classi campione è stata dell’80,52% mentre in quelle non campione la partecipazione è stata del 77,05%. La partecipazione complessiva è stata del 77,36%.

Struttura e svolgimento
In Italia le prove Invalsi sono strutturate in modo diverso in base al livello scolastico a cui si riferiscono, direttamente collegate con le Indicazioni nazionali (i programmi di studio) e vanno da un minimo di 20-25 domande per materia per la seconda primaria a un massimo di circa 50 domande, sempre per materia, per la seconda superiore. Anche i tempi previsti per lo svolgimento variano in funzione del livello scolastico: per la seconda della primaria gli alunni avranno a disposizione, sia per la prova d’italiano che di matematica 45 minuti mentre per la quinta e la terza media ci sono a disposizione 75 minuti. Per la seconda superiore gli studenti avranno a disposizione 90 minuti sia per la prova d’italiano che per matematica. Dall’anno scorso è scomparso il test in prima media. Per la scuola primaria si comincia con la prova preliminare di lettura e la prova di italiano per le seconde insieme alle quinte. Si prosegue con le classi seconde della secondaria di secondo grado con la prova di italiano, matematica e il Questionario studente. In chiusura le medie con la prova nazionale messa a punto dall’istituto per l’esame di terza media. (segue)
Come funziona in Europa
Una panoramica sull’utilizzo dei test in Europa è contenuta in un documento pubblicato dall’Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura (Eacea P9 Eurydice), che spiega come in tutti i paesi la valutazione degli alunni sia parte integrante dell’insegnamento. Il processo è solitamente regolamentato da testi legislativi specifici e/o linee guida che contengono i principi fondamentali della valutazione.

Valutazione continua
Il tipo di valutazione più comunemente utilizzato nell’istruzione obbligatoria è la valutazione continua. Il numero di anni scolastici in cui vengono somministrati i test nazionali varia sensibilmente da paese a paese. Per esempio, si legge nel rapporto, Danimarca, Malta e Regno Unito (Scozia) hanno sviluppato prove nazionali per quasi ogni anno di istruzione obbligatoria. Anche Regno Unito (Inghilterra) e Francia possono essere considerati paesi che utilizzano ampiamente i sistemi di valutazione nazionale, rispettivamente con sette e sei test nazionali. Al contrario, diversi paesi testano un numero molto inferiore di anni scolastici. Tra i paesi che somministrano soltanto un test nazionale durante il livello Cite 1 e 2 rientrano Belgio (Comunità fiamminga), Germania, Spagna, Cipro, Paesi Bassi, Slovacchia e Regno Unito (Irlanda del Nord). Se un paese prevede soltanto un test nazionale durante l’istruzione obbligatoria, in genere questo si svolge all’ultimo anno dell’istruzione primaria o secondaria inferiore. La maggior parte dei restanti paesi europei somministra test nazionali in due o tre specifici anni scolastici durante l’intero ciclo di istruzione obbligatoria: questo sembra essere il modello predominante in Europa.
"

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