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Suggerisco un'opportunità particolarmente interessante per chi si occupa di formazione interna sull'intelligenza artificiale: Google ha aperto la Google AI Educator Series, un percorso formativo gratuito pensato specificamente per chi insegna, dalla primaria all'università. Non è l'ennesimo corso generico sull'AI scaricato da internet, ma un percorso costruito insieme a ISTE e ASCD, pensato per stare dentro i ritagli di tempo reali di chi lavora a scuola.
Vale la pena guardarlo con attenzione, perché arriva in un momento particolare per la scuola italiana. Con il DM 219 molti istituti stanno attivando gli Snodi formativi per la transizione digitale sull'intelligenza artificiale, e non pochi colleghi si troveranno a breve nel ruolo di formatori interni, chiamati a progettare laboratori e percorsi di alfabetizzazione AI per i propri colleghi. Avere alle spalle un percorso solido, riconosciuto e già pronto all'uso diventa quindi qualcosa di più di un aggiornamento personale.
Come è organizzata la Google AI Educator Series
Il punto di forza del programma è la sua struttura modulare. Ogni sessione dura tra i 15 e i 45 minuti (per la scuola primaria e secondaria si resta sui 10-15 minuti, per l'università si sale a 30-45), ed è pensata per affrontare un solo caso d'uso concreto alla volta: niente moduli teorici infiniti, ma piccoli blocchi che si possono completare durante una pausa o tra una riunione e l'altra.
I contenuti sono organizzati su tre livelli, pensati per accompagnare un percorso di crescita reale:
Comprensione di base. È il punto di partenza per chi si affaccia per la prima volta all'insegnamento con l'AI, con un focus su Gemini e sui suoi utilizzi essenziali in classe.
Applicazioni didattiche. Qui si entra nel merito della progettazione: come usare Gemini per costruire esperienze di apprendimento più coinvolgenti, personalizzate e inclusive.
Applicazioni amministrative. L'ultimo livello guarda al lavoro quotidiano fuori dall'aula, con strategie per alleggerire la parte burocratica e organizzativa che spesso pesa più della didattica stessa.
I moduli si possono seguire in autonomia sul Learning Center di Google oppure in versione guidata, con un facilitatore, per chi organizza formazione a livello di istituto o di rete di scuole. Al termine di ogni sessione, dopo un breve quiz, si ottiene un badge digitale che certifica la competenza acquisita. I badge sono cumulabili e possono confluire in percorsi più ampi, utili anche per costruire una giornata di formazione dedicata all'AI in collegio docenti o durante le attività funzionali.
Un aspetto che apprezzeranno soprattutto i colleghi più scettici verso l'ennesima piattaforma da imparare: il programma dichiara esplicitamente di puntare su concetti trasversali, pensiero critico e uso responsabile dell'AI, non solo sull'ecosistema Google. Gemini e Gemini Notebook restano gli strumenti usati per la parte pratica, ma l'impianto concettuale è pensato per restare valido anche cambiando strumenti.
Perché conviene fruirne proprio ora, con il DM 219 all'orizzonte
Il DM 219 sta portando nelle scuole italiane 100 milioni di euro destinati alla formazione del personale sull'intelligenza artificiale, con l'obiettivo di costituire snodi formativi territoriali. Una parte consistente di questi percorsi passa attraverso la formazione dei formatori: docenti che, dopo aver seguito un modulo dedicato, dovranno poi condurre a loro volta laboratori e attività per i colleghi del proprio istituto o della propria rete.
È qui che una risorsa come quella di Google diventa particolarmente utile. Non sostituisce ovviamente i percorsi previsti dal decreto, ma può funzionare come base solida su cui costruire i contenuti dei propri laboratori, o come strumento di autoformazione rapida per chi si sente ancora incerto prima di salire in cattedra davanti ai colleghi. I casi d'uso proposti nei moduli, essendo pensati proprio per il lavoro d'aula e per le attività amministrative, si prestano bene a essere adattati e riportati all'interno dei percorsi di istituto, magari integrati con esempi pratici legati alla propria disciplina o al proprio ordine di scuola.
C'è anche un vantaggio meno evidente ma concreto: chi arriva a condurre un laboratorio con già in mano un badge riconosciuto (per quanto non equivalente a una certificazione ministeriale) parte con maggiore sicurezza e con materiali di riferimento già testati, invece di dover costruire tutto da zero sotto la pressione di una scadenza di rendicontazione.
Come muoversi in pratica
Chi vuole iniziare può accedere direttamente al catalogo delle sessioni tramite il sito di Google for Education e scegliere se procedere in autonomia o proporre al proprio dirigente scolastico un percorso guidato per i colleghi del proprio Istituto. Per chi ha già individuato il proprio ruolo all'interno degli Snodi formativi previsti dal DM 219, ha senso partire proprio dai moduli sulle applicazioni didattiche e amministrative, quelli più vicini ai contenuti che poi si dovranno restituire ai colleghi.
Avere a disposizione una base formativa gratuita, ben strutturata e pensata da chi lavora con l'AI ogni giorno non è un dettaglio da sottovalutare, soprattutto quando il tempo per prepararsi è quello ritagliato tra una lezione e l'altra.
edu.google.com/learning-center/google-ai-educator-series
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