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C'è un libro che ho tenuto in borsa per qualche giorno prima di aprirlo, convinto che fosse l'ennesimo manualetto sull'intelligenza artificiale scritto per bambini con quel tono un po' paternalistico che conosciamo bene. Poi, complice una giornata trascorsa tra treno ed aereo, me lo sono divorato e, devo ammettere, mi sbagliavo di grosso.
Il titolo completo dice già tutto: Sofia e la macchina che sapeva tutto (tranne le cose importanti), di Anna Marconetti e Ivan Bertotto, uscito nel marzo 2026. Quel "tranne le cose importanti" è la chiave di tutto, e lo capisci subito.
Sofia ha dieci anni, porta sempre con sè un un taccuino viola ed ha un talento naturale per fare domande scomode. Quando nella sua classe arriva ALMA, un'intelligenza artificiale capace di rispondere a qualsiasi cosa, i compagni restano a bocca aperta. Sofia invece osserva. E nota qualcosa che gli altri non vedono: ALMA sa tutto sulla pizza, ma non sa se le piace. Scrive storie di tramonti senza averne mai visto uno. Sa rispondere, ma non sa sentire.
È qui che il libro diventa davvero interessante, anche per noi adulti.
Non è un libro che spiega l'AI con definizioni tecniche, né uno di quelli che fanno sembrare i robot o meravigliosi o terribili. È un racconto che aiuta i bambini — e i loro insegnanti — a capire una cosa fondamentale: sapere e capire sono due cose molto diverse. E le domande giuste valgono più di qualsiasi risposta.
Dal punto di vista didattico, il libro funziona su più livelli. La storia è godibile come narrativa in sé, con personaggi ben costruiti — studenti, insegnanti, la macchina stessa — raccontati con ironia leggera ma puntuale. Ci sono situazioni che riconosciamo subito: il compagno che si fa scrivere i compiti dall'AI, il testo "perfetto ma vuoto", la barzelletta spiegata senza ridere. Non è fantascienza, è la nostra classe di oggi.
Per chi insegna, il valore aggiunto è concreto. Il libro non lascia l'insegnante da solo davanti a domande difficili: offre esempi, situazioni, spunti di discussione già pronti per essere portati in aula. Non devi essere un esperto di tecnologia per usarlo. Ti basta essere curioso quanto Sofia.
C'è poi un elemento che trovo particolarmente ben pensato: il libro è collegato a un sito web con materiali di approfondimento e la possibilità di interagire con i personaggi. Un'espansione online che non è un semplice extra, ma un modo per rendere l'esperienza di lettura più viva e continuarla oltre la pagina — e che in classe può diventare un'attività a tutti gli effetti.
Gli autori lo dichiarano fin dalla prima pagina: l'AI evolve velocemente, le regole cambiano di continuo e il loro obiettivo non è fornire un manuale infallibile ma insegnare a usare la testa e a fare domande. Una dichiarazione di intenti che condivido completamente.
Il libro si rivolge a bambini di scuola primaria, ma in copertina viene precisato che è "consigliato anche ai grandi", e non è un'aggiunta di circostanza. Questo è un libro che un insegnante può leggere con la classe, discutere capitolo per capitolo, usare come punto di partenza per un percorso sull'uso consapevole e responsabile dell'intelligenza artificiale.
In un momento in cui tutti parlano di AI a scuola, spesso con più ansia che chiarezza, avere uno strumento narrativo di questo tipo, ben scritto, ironico al punto giusto e didatticamente solido, è una fortuna. Sofia ci ricorda che la tecnologia più potente del mondo non potrà mai sostituire una bambina con un taccuino viola e tante domande in testa.
E sicuramente nemmeno un buon insegnante.
Per acquistarlo: https://www.amazon.it/Sofia-macchina-che-sapeva-tutto/dp/B0GR5V5848
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