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Inserire note in una foto: ChatGPT Images 2.0 trasforma le immagini in appunti visivi PDF Stampa E-mail
Risorse - Intelligenza Artificiale
Scritto da Administrator   
Martedì 19 Maggio 2026 10:47

Se insegni storia dell'arte, scienze, geografia o qualsiasi materia che abbia a che fare con le immagini, quello che sto per mostrarti potrebbe cambiarti il modo di preparare le lezioni. Non esagero.
Il 21 aprile 2026 OpenAI ha rilasciato ChatGPT Images 2.0, un aggiornamento importante al motore di generazione immagini. Tra le novità più significative c'è la capacità di integrare testo scritto direttamente nelle immagini in modo naturale, incluse note scritte a mano, cartellini, etichette e annotazioni, con ortografia corretta e spaziatura coerente. Sembra una cosa tecnica, ma per noi insegnanti è una porta spalancata su un modo completamente nuovo di lavorare con le immagini. 


Quante volte hai preso un'immagine da internet, una foto di un ecosistema, un dipinto, uno schema anatomico, e hai pensato: "Vorrei poterci scrivere sopra, indicare le parti, aggiungere delle frecce"? Di solito significava aprire PowerPoint, Canva o qualche altro strumento, e passare mezz'ora a posizionare caselle di testo e freccette. Ora non più.
La procedura è semplicissima: carichi la tua immagine in ChatGPT e usi un prompt come questo:

"Aggiungi un overlay con annotazioni in rosso sopra questa immagine senza modificare nulla dell'originale. Usa un font che sembri scritto a mano e frecce disegnate a penna. Annota i punti chiave dell'immagine spiegando cosa rappresenta ciascuno con frasi brevi e dirette."

Il modello legge l'immagine, capisce cosa contiene e aggiunge le annotazioni direttamente sopra, lasciando intatto tutto il resto. Il risultato assomiglia a quei libri di testo illustrati dove qualcuno ha preso una matita rossa e ha commentato ogni dettaglio.


La Scuola di Atene: un test perfetto

Ho provato con La Scuola di Atene di Raffaello, uno degli affreschi più densi e ricchi di significato della storia dell'arte. Il risultato è stato sorprendente: le frecce indicavano Platone e Aristotele al centro, con una breve nota sul gesto delle mani e il suo significato filosofico. Altri elementi dell'affresco erano etichettati in modo pulito, il tutto con una grafia che sembrava davvero annotata a penna. L'immagine originale non era stata toccata, il che è fondamentale: stai aggiungendo uno strato interpretativo, non stravolgendo il documento visivo.

Il modello 2.0 è diventato estremamente bravo con il testo scritto a mano: appunti su carta, parole in stile marker, scarabocchi su oggetti, persino testi complicati, tutto risulta naturale. Nelle versioni precedenti il testo nelle immagini era il punto debole, lettere storpiate, parole inventate, errori ortografici imbarazzanti. Questa era storicamente la più grande debolezza dei modelli di generazione immagini: ChatGPT Images 2.0 segna un cambio di passo netto in questo senso. 


Usi pratici in classe

Le possibilità sono tante. Puoi prendere la foto di un monumento e farla annotare automaticamente prima di una visita guidata. Puoi usare un'immagine di un ecosistema e chiedere di etichettare produttori, consumatori e decompositori. Puoi caricare la foto di un esperimento fatto in laboratorio e generare un'immagine annotata da usare nella verifica. Puoi persino creare materiali differenziati: la stessa immagine con annotazioni più semplici per chi ha difficoltà, e più tecniche per gli studenti avanzati.

Il modello può ancora essere impreciso nel posizionamento preciso di frecce e etichette in diagrammi molto tecnici, quindi se stai preparando materiale per un esame o una pubblicazione, è importante controllare bene il risultato prima di usarlo. Per il lavoro quotidiano in classe, però, il livello è già più che accettabile. 
Quello che mi ha colpito di più non è la tecnologia in sé, ma l'idea che finalmente uno strumento AI sia davvero utile per chi lavora con le immagini ogni giorno. Non si tratta di generare fantascienza o avatar, ma di prendere un capolavoro di cinquecento anni fa e renderlo parlante in trenta secondi. Questo sì che è usare l'intelligenza artificiale per insegnare meglio.