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Il laboratorio di Trashware: ecco come ad Ancona "resuscitano" vecchi computer E-mail
Risorse - Novità dall'informatica
Venerdì 04 Giugno 2010 15:39
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In questi ultimi anni le scuole vengono spesso trasformate in una sorta di discariche per vecchi computer domestici. Capita che, quando si sostituiscono il pc di casa o dell'ufficio, ci si rivolga alla scuola nel tentativo di appiopparlo (di solito se un computer viene sostituito un motivo ci dovrà pur essere....), senza conisderare il fatto che nel momento in cui l'istituzione scolastica si prende in carico queste apparecchiature deve sbrigare una serie di adempimenti burocratici, controllare se esistono programmi istallati coperti da licenza d'uso, appurare se i vari programmi utilizzati nelle scuole di destinazione di queste macchine sono compatibili... e potrei continuare a lungo concludendo che le esperienze maturate nella mia realtà mi portano a concludere che ogni donazione di un vecchio computer ha comportato più grattacapi che benefici.
Fortunatamente c'è invece chi ha avuto la geniale idea di creare una vera a propria struttura capace di riciclare vecchi hardware per resituirli, funzionanti, alle scuole.

Si tratta del progetto denominato "Ridurre il divario digitale" realizzato dalla cooperativa sociale Zanzibar di Ancona e curato da Fabio Alessandrelli, Mariano Di Iorio e Claudio Sdogati.
Scopo del progetto è il tentativo di contrastare il Digital Devide che interessa gli abitanti di una città come quella di Ancona, attraverso la realizzazione di aule informatiche e corsi di alfabetizzazione informatica rivolti a quanti hanno difficoltà ad accedere alle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione e agli insegnanti che non dispongono di attrezzature adeguate nelle proprie scuole.
Lo strumento operativo per la realizzazione di tali installazioni è stato individuato nel laboratorio di Trashware (derivato dalla parola inglese trash, spazzatura) che rappresenta una pratica efficace proprio nel contenere e superare le problematiche legate all'innovazione tecnologica e al suo impatto sociale ed ambientale.
Il Trashware è infatti la pratica di recuperare vecchio hardware, mettendo insieme anche pezzi di computer diversi, e di renderlo di nuovo funzionante ed utile.
I PC "rinati" dopo il trattamento trashware vengono dotati di sistema operativo GNU/Linux, gratuito e senza licenza d'uso, corredato da una serie di software e applicazioni che lo rendono utilizzabile al pari di un normale PC che lavora in ambiente windows.
Prima di essere distribuiti questi computer vengono pitturati di verde ed etichettati con un apposito logo per rendere nota l'origine delle attrezzature usate.
Tutta questa attività di trasformazione dei vecchi pc si svolge nel Centro per il Lavoro Guidato (CLG), dove è attivo da un paio di anni un progetto promosso dai Servizi Sociali del Comune di Ancona e gestito da Zanzibar, che vede soggetti diversamente abili impegnati in una pre-formazione al lavoro attraverso il coinvolgimento in attività/laboratori istruttivi, affiancati da operatori e maestri d'opera specializzati.
Questo progetto dalla duplice valenza educativa, da un lato dotare le scuole di attrezzature funzionanti e dall'altra testimoniare la prassi del riuso anche nell'ambiente digitale, offre alla scuola una preziosa opportunità. E' ad esempio ipotizzabile la creazione di un laboratorio di queste macchine in un plesso particolarmente svantaggiato dal punto di vista della dotazione tecnologica, oppure l'installazione di un'aula riservata ai computer per i bambini diversamente abili, o, ancora, la distribuzione nei vari plessi di alcune macchine, attrezzate per supportare nelle varie attività i bambini con Disturbi Specifici di Apprendimento.
Ovviamente i docenti che dovranno utilizzare queste macchine potranno avvalersi del supporto formativo su Linux dei promotori del progetto.
La mia speranza è che queste iniziative di vera e propria comunicazione ambientale sui temi del risparmio e del riuso possano diffondersi in tutta Italia. Riutilizzare ingombranti apparecchiature destinate a discarica non rappresenta soltanto un importante segnale ai ragazzi e alle loro famiglie, ma può trasformarsi in un'opportunità di lavoro, come dimostrano i bravissimi ragazzi di Zanzibar.