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Un progetto per "L'uomo venuto dal ghiaccio" E-mail
Discipline - Storia
Venerdì 13 Marzo 2009 11:52
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Otzi, "l'uomo venuto dal ghiaccio", è senza dubbio diventato la maggiore attrazione del Museo Archeologico dell'Alto Adige di Bolotzi l'uomo venuto dal ghiacciozano. Ora è al centro di un un innovativo progetto denominato Iceman Photo Scart, che permette la completa documentazione fotografica del suo corpo mummificato.
Ricordo che Otzi visse oltre 5000 anni fa e venne ritrovato nel 1991 in uno stato di conservazione assolutamente sorprendente, con ancora i tessuti integri, i capelli ed i suoi utensili.

Per consentire un'approfondita analisi di ogni aspetto del suo corpo i ricercatori hanno inserito quasi 800 immagini ad alta definizione e diviso le modalità di esplorazione in 3 categorie: 

 

  • Vista zoom, che, partendo da 12 angolazioni differenti, permette la navigazione approfondita di ogni parte del suo corpo, con una modalità di avvicinamento fino a pochi millimentri tramite un cursore simile a quello di Google Maps;
    I tatuaggi della mummia, una vera e propria mappatura completa dei vari segni con utilizzo di luci bianche e UV;
  • Immagini 3D, per vedere la mummia in versione tridimensionale attraverso gli appositi occhialini reperibili anche in internet.

La mummia è stata per l'occasione preparata per permettere una perfetta visualizzazione dei particolari del corpo. É stato quindi necessario operare un delicato scongelamento superficiale che si è effettuato esternamente alla cella di refrigerazione dove generalmente è conservato.
Per ottimizzare tempi e le operazioni è stato necessario un lungo periodo di esercitazione avvenuta in un laboratorio appositamente costruito, dove sono state impiegate diverse tipologie di simulazione.
Per la scansione fotografica è stata realizzata una speciale struttura in alluminio e acciaio che doveva adattarsi agli angusti spazi dell'anticella in cui si sono svolte le operazioni di ripresa.
A causa delle delicate condizioni di conservazione a cui è sottoposto il corpo della mummia, la seduta fotografica si è dovuta svolgere in sole 48 ore operando ad una temperatura di -6°C. È stato dunque necessario un intenso e accurato lavoro di preparazione.
 

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