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Venerdì 22 Maggio 2026 11:08 |
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Stavo curiosando su Google AI Studio per capire cosa sa fare davvero Gemini 3.5 Flash, uno dei modelli più recenti di Google. Ho deciso di dargli un compito che conoscevo bene: il dialogo tra Fra Cristoforo e Don Rodrigo dai Promessi Sposi. Una scena densa, teatrale, con due caratteri fortissimi e opposti. Volevo vedere se riusciva a farne qualcosa di interessante.
Ho scritto un prompt semplice: "Genera un dialogo intenso e drammatico tra due voci diverse su questo testo", e ho incollato la scena originale di Manzoni.
Risultato? Mi ha costruito un'app contenente la versione vocale dell'episodio.
L'ha chiamata Teatro Drammatico e funziona come una sorta di scena interattiva. Le due voci, Fra Cristoforo e Don Rodrigo, vengono rese con stili visivi e sonori distinti. Il tono drammatico del testo originale viene amplificato, non appiattito. Non è una semplice trascrizione formattata: è un ambiente pensato per far sentire il conflitto, non solo leggerlo.
Quello che mi ha sorpreso di più è che AI Studio ha interpretato il mio prompt in modo generativo, non letterale. Ha capito che "dialogo drammatico tra due voci" poteva diventare qualcosa di più di un file di testo, e ha scelto di costruire un'interfaccia. Senza che io glielo chiedessi esplicitamente.
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Intelligenza Artificiale
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Giovedì 21 Maggio 2026 08:34 |
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Come era prevedibile, si stanno moltiplicando gli archivi di Gem di Gemini, utili per la didattica.
Quello che vado a presentarvi l'ha realizzato il prof. Giorgio Figura, con il contributo della prof.ssa Giusy Adamo, e il risultato è una collezione di 14 Gem già configurate, testate e pensate per la classe. Non devi costruire niente da zero, non devi capire come si imposta un prompt avanzato: entri, compili un form, e hai subito a disposizione degli assistenti AI già pronti a lavorare con te.
Una Gem, lo ricordo, è sostanzialmente una versione personalizzata di Gemini. È come creare un assistente AI con un ruolo specifico: gli dai un nome, gli spieghi cosa deve fare, come deve risponderti e in che contesto opera. Da quel momento, ogni volta che apri quella Gem, l'AI è già "in carattere" e pronta per quello scopo preciso.
Il problema è che configurarle bene richiede tempo e un po' di pratica. Ecco perché avere una raccolta già pronta è una cosa concretamente utile, non solo bella da vedere.
Come sono organizzate le Gem
La raccolta è divisa per colore, e il codice è semplice da ricordare.
Le Gem verdi sono pensate per creare materiale interattivo da usare direttamente con gli alunni in classe. Le Gem viola supportano il lavoro dei docenti nella progettazione didattica. Le Gem blu aiutano a produrre materiale didattico per gli studenti, ma con un approccio più tradizionale rispetto alle verdi.
Le 14 Gem coprono situazioni molto diverse tra loro, e questo è forse il punto di forza maggiore della collezione.
Ci sono Gem pensate per il gioco e il coinvolgimento: Scarta la bugia (dove gli studenti devono individuare l'affermazione falsa tra più vere), Scopri i Taboo (che genera indizi creativi per mettere alla prova la classe), e il Creatore escape room completo, che costruisce percorsi di ripasso attraverso la gamification. Sono strumenti che trasformano un momento di verifica in qualcosa che gli studenti aspettano, invece di temere.
Ci sono poi Gem pensate per l'inclusione: la Gem personalizzata per alunni BES o DSA adatta i materiali in base ai bisogni specifici, e la Gem specializzata in studenti bilingue offre supporto linguistico mirato. Due strumenti che da soli varrebbero già l'accesso alla raccolta.
Sul fronte della produzione di materiali, trovi il Creatore di mappe concettuali (sintetiche e inclusive), la Gem per creare appunti in stile scrittura a mano, e l'Esperto trascrizione pagine libro, che lavora su file allegati e produce sintesi letterarie. C'è anche la Gem per creare contenuti per verifica orale, che organizza la lezione in scenari da approfondire, e l'Assistente assegnazione compiti, pensato per progettare questionari e attività di verifica.
Due Gem meritano una menzione speciale per la loro originalità. Conversazioni creative oltre il tempo crea chatbot personalizzati che simulano conversazioni con personaggi storici o letterari: immagina far "parlare" i tuoi studenti con Galileo o con Manzoni. E la Gemma per creare spazi web inclusivi trasforma qualsiasi materiale (un file, un link, un testo) in un sito web interattivo a pagina singola, fruibile da tutti.
Infine, il Compagno creativo per disegnare, una Gem che trasforma un disegno colorato in una versione in bianco e nero da colorare. Semplice, ma con un sacco di possibili utilizzi creativi, dall'arte all'educazione visiva.
Per accedere, basta compilare un semplice form e si entra. Non serve un account speciale, non serve essere esperti di tecnologia. È una scelta precisa di chi ha costruito questa raccolta: abbassare al massimo la soglia di accesso, perché uno strumento utile deve essere anche facile da raggiungere.
Il lavoro del prof. Figura (e della prof.ssa Adamo) è esattamente il tipo di contributo di cui la comunità degli insegnanti ha bisogno: non teoria, non tutorial, ma oggetti pronti all'uso che partono da una conoscenza reale di cosa succede in classe. Se stai ancora guardando l'AI da lontano, questa raccolta è un buon posto da cui cominciare a toccarla con mano.
Vai alla raccolta di Gem del prof. Figura
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Intelligenza Artificiale
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Mercoledì 20 Maggio 2026 12:42 |
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Se hai già usato ChatGPT per scrivere testi, schede o presentazioni, sai bene quanto possa essere utile nella preparazione delle lezioni. Ma con Images 2.0 è un'altra cosa. OpenAI ha rilasciato un motore di generazione di immagini integrato direttamente nella chat, capace di capire istruzioni complesse e di produrre illustrazioni con una coerenza visiva che fino a poco fa era impensabile.
E per noi insegnanti, in particolare della scuola primaria, questo apre possibilità concrete. Non parlo di esperimenti, parlo di materiali che si possono stampare il giorno stesso.
Il progetto: un alfabeto illustrato con un solo prompt
Ho voluto testare Images 2.0 su un materiale classicissimo: l'alfabeto illustrato per bambini. Il tipo di poster che ogni maestra di prima primaria conosce bene, con le lettere grandi, i disegni colorati, i nomi scritti sotto. Di solito si compra, si scarica da qualche sito o si realizza a mano. Questa volta l'ho chiesto direttamente a ChatGPT.
Il prompt usato: "Una griglia 5×6 con l'alfabeto, personaggi o cose che possono essere attrattive per i bambini. Ogni cella ha la lettera grande in alto a sinistra, sotto il nome del personaggio e l'illustrazione. Stile acquerello soft per i bambini, sfondo crema. Dalla A alla Z, in ordine alfabetico, una lettera per cella."
Una descrizione chiara della struttura, dello stile grafico e del contenuto. Il risultato è arrivato in meno di un minuto.
Chi ha già provato Midjourney, DALL·E 3 o Stable Diffusion sa che generare layout strutturati con questi strumenti è spesso una lotta. Le griglie vengono storte, le lettere risultano illeggibili, il testo all'interno delle immagini è quasi sempre sbagliato. Images 2.0 ha fatto un salto qualitativo netto su tutti questi fronti.
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Testo leggibile nelle immagini. Le lettere dell'alfabeto sono grandi, chiare, posizionate esattamente dove indicato nel prompt. I nomi sotto le illustrazioni sono scritti correttamente. Chiunque abbia lottato con le scritte storte dei vecchi modelli capisce quanto questo sia rivoluzionario.
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Coerenza stilistica su tutta la griglia. Tutte e 26 le celle hanno lo stesso stile acquerello, gli stessi colori pastello, la stessa atmosfera. Non sembra un collage di immagini diverse, sembra un lavoro grafico unitario.
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Layout rispettato. La struttura 5×6 è stata interpretata correttamente. La lettera in alto a sinistra, il nome sotto, l'illustrazione al centro: esattamente come richiesto, cella per cella.
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Modifiche puntuali tramite chat. Se una lettera non ti convince, puoi chiedere di cambiarla senza rigenerare tutto. "Sostituisci la X con un xilofono invece dello xenops" e il modello interviene localmente.
L'alfabeto illustrato è solo il punto di partenza. Una volta capita la logica del prompt, si apre un intero catalogo di materiali visivi che prima richiedevano ore di lavoro o un budget per grafiche commerciali.
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Poster da stampare. L'immagine generata è ad alta risoluzione e si stampa benissimo in formato A3 o anche A2. Ideale da appendere in aula o da plastificare per i banchi.
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Schede ritagliabili. Con un prompt leggermente diverso si può chiedere di generare le singole lettere su tessere separate, perfette per attività di abbinamento o per comporre parole sul tavolo.
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Alfabeti tematici. Animali, cibo, mezzi di trasporto, personaggi di fantasia. Basta cambiare il tema nel prompt e si ottiene una versione completamente diversa, adatta a unità didattiche specifiche.
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Lingue straniere. Lo stesso approccio funziona per l'inglese, il francese, lo spagnolo. Si può specificare la lingua dei nomi nelle celle e ottenere un materiale immediatamente utilizzabile nelle ore di L2.
Sarebbe scorretto non dirlo: non tutto funziona sempre alla perfezione. Su 26 lettere, capita che una o due celle abbiano qualcosa di storto: un'illustrazione meno riuscita, un nome con un carattere leggermente diverso, una lettera posizionata in modo leggermente asimmetrico. Niente di drammatico, ma va controllato prima di stampare.
Anche la scelta dei personaggi non è sempre prevedibile. Il modello fa le sue scelte, e a volte le associazioni tra lettera e immagine possono sorprenderti. Per la X e la Y, ad esempio, ci si aspetta sempre un po' di fantasia. In questi casi la funzione di modifica via chat è provvidenziale.
Al di là dell'alfabeto in sé, quello che colpisce è la velocità con cui si passa dall'idea al materiale fisico. Di solito, quando un'insegnante immagina un poster o una scheda illustrata, tra il pensiero e il prodotto finito ci sono ore di lavoro o il ricorso a materiali preconfezionati che magari non si adattano perfettamente alla propria classe. Con questo strumento, quel gap si riduce a minuti.
Non si tratta di far fare all'IA il lavoro dell'insegnante. Si tratta di avere finalmente uno strumento che trasforma le idee didattiche in materiali visivi con la stessa facilità con cui ChatGPT trasforma le idee in testo. Per chi lavora con i bambini più piccoli, dove l'immagine è tutto, è una differenza che si sente.
Il prompt è il nuovo pennello. E la buona notizia è che non serve saper disegnare, basta saper descrivere quello che si vuole.
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Prompt Design
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Mercoledì 20 Maggio 2026 09:55 |
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Ho già scritto sulla possibilità di Gemini che, con un semplice prompt, può ora creare PDF, file Word, Excel, Google Docs, Fogli e Presentazioni direttamente nella chat, permettendoti di passare da un'idea a un file completo senza mai uscire dall'app.
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Intelligenza Artificiale
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Martedì 19 Maggio 2026 10:47 |
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Se insegni storia dell'arte, scienze, geografia o qualsiasi materia che abbia a che fare con le immagini, quello che sto per mostrarti potrebbe cambiarti il modo di preparare le lezioni. Non esagero.
Il 21 aprile 2026 OpenAI ha rilasciato ChatGPT Images 2.0, un aggiornamento importante al motore di generazione immagini. Tra le novità più significative c'è la capacità di integrare testo scritto direttamente nelle immagini in modo naturale, incluse note scritte a mano, cartellini, etichette e annotazioni, con ortografia corretta e spaziatura coerente. Sembra una cosa tecnica, ma per noi insegnanti è una porta spalancata su un modo completamente nuovo di lavorare con le immagini.
Quante volte hai preso un'immagine da internet, una foto di un ecosistema, un dipinto, uno schema anatomico, e hai pensato: "Vorrei poterci scrivere sopra, indicare le parti, aggiungere delle frecce"? Di solito significava aprire PowerPoint, Canva o qualche altro strumento, e passare mezz'ora a posizionare caselle di testo e freccette. Ora non più.
La procedura è semplicissima: carichi la tua immagine in ChatGPT e usi un prompt come questo:
"Aggiungi un overlay con annotazioni in rosso sopra questa immagine senza modificare nulla dell'originale. Usa un font che sembri scritto a mano e frecce disegnate a penna. Annota i punti chiave dell'immagine spiegando cosa rappresenta ciascuno con frasi brevi e dirette."
Il modello legge l'immagine, capisce cosa contiene e aggiunge le annotazioni direttamente sopra, lasciando intatto tutto il resto. Il risultato assomiglia a quei libri di testo illustrati dove qualcuno ha preso una matita rossa e ha commentato ogni dettaglio.
La Scuola di Atene: un test perfetto
Ho provato con La Scuola di Atene di Raffaello, uno degli affreschi più densi e ricchi di significato della storia dell'arte. Il risultato è stato sorprendente: le frecce indicavano Platone e Aristotele al centro, con una breve nota sul gesto delle mani e il suo significato filosofico. Altri elementi dell'affresco erano etichettati in modo pulito, il tutto con una grafia che sembrava davvero annotata a penna. L'immagine originale non era stata toccata, il che è fondamentale: stai aggiungendo uno strato interpretativo, non stravolgendo il documento visivo.
Il modello 2.0 è diventato estremamente bravo con il testo scritto a mano: appunti su carta, parole in stile marker, scarabocchi su oggetti, persino testi complicati, tutto risulta naturale. Nelle versioni precedenti il testo nelle immagini era il punto debole, lettere storpiate, parole inventate, errori ortografici imbarazzanti. Questa era storicamente la più grande debolezza dei modelli di generazione immagini: ChatGPT Images 2.0 segna un cambio di passo netto in questo senso.
Usi pratici in classe
Le possibilità sono tante. Puoi prendere la foto di un monumento e farla annotare automaticamente prima di una visita guidata. Puoi usare un'immagine di un ecosistema e chiedere di etichettare produttori, consumatori e decompositori. Puoi caricare la foto di un esperimento fatto in laboratorio e generare un'immagine annotata da usare nella verifica. Puoi persino creare materiali differenziati: la stessa immagine con annotazioni più semplici per chi ha difficoltà, e più tecniche per gli studenti avanzati.
Il modello può ancora essere impreciso nel posizionamento preciso di frecce e etichette in diagrammi molto tecnici, quindi se stai preparando materiale per un esame o una pubblicazione, è importante controllare bene il risultato prima di usarlo. Per il lavoro quotidiano in classe, però, il livello è già più che accettabile.
Quello che mi ha colpito di più non è la tecnologia in sé, ma l'idea che finalmente uno strumento AI sia davvero utile per chi lavora con le immagini ogni giorno. Non si tratta di generare fantascienza o avatar, ma di prendere un capolavoro di cinquecento anni fa e renderlo parlante in trenta secondi. Questo sì che è usare l'intelligenza artificiale per insegnare meglio.
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Intelligenza Artificiale
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Martedì 19 Maggio 2026 09:15 |
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LQT AI TOOLS FOR DESIGNING LEARNING.pptx
Se stai cercando un modo concreto per usare l'intelligenza artificiale nella progettazione delle lezioni, senza perdere ore a sperimentare prompt da zero, questa risorsa fa al caso tuo. Jason Kennedy, del progetto Let's Quit Teaching, ha creato una raccolta di 25 strumenti basati su Google Gemini, già configurati e pronti all'uso, pensati per accompagnare ogni fase del lavoro didattico. Io ho tradotto la presentazione in italiano e voglio raccontarti cosa fanno e perché li trovo utili.
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Intelligenza Artificiale
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Lunedì 18 Maggio 2026 16:13 |
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Quante volte ti sei ritrovato a fine pomeriggio con una lezione da preparare per il giorno dopo e le slide ancora tutte da fare? E di strumenti per generare presentazioni con l'AI ormai ce ne sono a bizzeffe: Gamma, Gemini, Canva con il suo Magic Design... il problema è che quasi tutti hanno una cosa in comune: i tuoi dati finiscono sui loro server, vengono usati per addestrare modelli, e ad un certo punto ti chiedono di passare a pagamento per usare le funzioni che ti interessano davvero.
Presenton AI prova a fare le cose in modo diverso.
Presenton è uno strumento open source per generare presentazioni con l'intelligenza artificiale. Il suo punto di forza principale, rispetto alla concorrenza, è che può girare direttamente sul tuo computer, senza inviare nulla all'esterno. Nessun abbonamento obbligatorio, nessuna preoccupazione sulla privacy dei tuoi materiali didattici o dei dati dei tuoi studenti.
In pratica funziona così: descrivi a parole quello che vuoi (l'argomento, il tono, il target), carichi eventualmente un documento di partenza, e lo strumento costruisce una presentazione completa. Struttura, layout, contenuti. Tutto in pochi minuti.
Una cosa che ho trovato interessante è la gestione dei template. Puoi caricare un tuo file PowerPoint e trasformarlo in un template riutilizzabile: Presenton analizza colori, font, layout e li conserva, così le nuove presentazioni generate mantengono il tuo stile, o quello della tua scuola, senza doverlo reimpostare ogni volta.
Presenton si usa in due modi. C'è una versione online accessibile direttamente dal browser su presenton.ai, comoda per chi vuole iniziare subito senza configurare niente. E poi c'è la possibilità di installarlo sul proprio computer tramite Docker, la via preferita da chi vuole il massimo della privacy e non vuole dipendere da connessioni o server esterni.
Per la maggior parte degli insegnanti, la versione cloud è più che sufficiente. L'installazione locale è roba da smanettoni, ma chi ha un po' di dimestichezza con i computer (o un collega in informatica disposto ad aiutare) può avere uno strumento completamente autonomo, che funziona anche offline.
Le presentazioni generate si esportano in formato PPTX o PDF. Il PPTX rimane completamente modificabile con PowerPoint o Google Slides, quindi non sei costretto a restare dentro la piattaforma per fare aggiustamenti. Questo è un dettaglio che fa la differenza nella pratica quotidiana: puoi rifinire le slide con gli strumenti che già conosci.
Include grafici, tabelle e immagini, a patto di averli previsti nel template. L'editor interno permette di lavorare su singole slide o su elementi specifici, con varianti di layout alternative da scegliere se il risultato non ti convince al primo colpo.
Il punto su cui Presenton batte la concorrenza è chiaro: privacy e controllo. Gli altri strumenti simili si finanziano raccogliendo dati, mostrando pubblicità o vincolandoti a piani a pagamento. Presenton è open source, il codice è pubblico su GitHub, e nella versione locale i tuoi dati non escono mai dal tuo computer. Per chi lavora con minori o tratta materiali riservati, non è un dettaglio da poco.
L'altra differenza è la flessibilità: puoi collegarlo a modelli AI diversi (OpenAI, Claude, Gemini, o modelli locali via Ollama), quindi non sei vincolato a un unico fornitore. Se domani un modello diventa a pagamento o smette di funzionare bene, puoi cambiarlo senza cambiare strumento.
Presenton non è Canva. L'editor integrato è funzionale ma non ricco come quello degli strumenti commerciali più rodati. Per presentazioni molto elaborate dal punto di vista grafico, probabilmente avrai comunque bisogno di rifinire il risultato in PowerPoint o altrove.
Presenton non è lo strumento più bello o il più facile, ma è uno dei pochi che prende sul serio la questione della privacy e lo fa senza chiederti un abbonamento. Per chi vuole esplorare l'AI nelle presentazioni senza affidarsi ciecamente alle grandi piattaforme commerciali, è un punto di partenza molto interessante. Puoi provarlo direttamente su presenton.ai senza installare nulla.
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Percorsi didattici -
Scuola secondaria di primo grado
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Domenica 17 Maggio 2026 10:36 |
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C'è un esperimento che arriva dalla Puglia, dall'IC Valesium di Torchiarolo, che mi ha fatto riflettere a lungo. Il prof. Giuseppe Pappaianni ha preso A Silvia di Leopardi, uno dei capolavori assoluti della nostra letteratura, e ci ha costruito attorno un video multimediale con musica elettronica e immagini generate dall'intelligenza artificiale. Il risultato si chiama Il vago avvenire, ed è su YouTube per chiunque voglia vederlo.
Lo so già cosa starà pensando qualcuno: «Ma come, Leopardi con la musica elettronica? Le immagini generate dall'IA? Stiamo banalizzando i classici.» È una reazione comprensibile, persino legittima in parte. Ma prima di arrivare lì, vi chiedo di fermarvi un momento e di guardare la cosa dal punto di vista didattico, perché da quel lato la faccenda cambia radicalmente.
Il vero problema con i classici a scuola
Partiamo da una verità scomoda: molti dei nostri studenti arrivano a A Silvia con un muro davanti. Non è pigrizia, non è superificialità. È distanza culturale, emotiva, linguistica. Il lessico ottocentesco, la sintassi rovesciata, i riferimenti mitologici, tutto questo costruisce una barriera che spesso nemmeno la nostra spiegazione più appassionata riesce ad abbattere del tutto. Arriviamo alla fine dell'analisi con l'impressione di aver capito tutto noi, mentre loro aspettavano solo che suonasse la campanella.
La domanda che dovremmo farci non è «come preservo intatto il testo?» ma «come faccio arrivare questo testo?». Sono due domande diverse, e confonderle ha bloccato molta didattica della letteratura per decenni.

Il Vago avvenire non sostituisce il testo, non lo semplifica, non lo tradisce. Fa qualcosa di più interessante: lo attraversa emotivamente usando linguaggi che i ragazzi già capiscono. La musica elettronica nella prima parte è avvolgente, sognante, quasi nostalgica, esattamente come l'atmosfera delle speranze giovanili di Silvia e del giovane Leopardi. Poi, nella seconda parte, il tono si raffredda, si fa più distante e metallico: è la disillusione, è la natura indifferente, è il crollo delle aspettative. Quel cambiamento sonoro fa sentire il contrasto della poesia prima ancora che lo si spieghi con le parole.
Questo è esattamente ciò che sappiamo da anni su come funziona la memoria emotiva: le emozioni non sono un ornamento dell'apprendimento, ne sono il motore. Se un ragazzo sente qualcosa mentre legge, lo ricorderà. Se lo studia in astratto, lo dimentica.
L'IA come strumento, non come scorciatoia
Un altro aspetto che trovo interessante è l'uso dell'intelligenza artificiale generativa per le immagini. Anche qui, la critica prevedibile è «l'IA non capisce Leopardi». Ed è vero, ovviamente. Ma chi ha guidato quel processo? Un insegnante. Chi ha scelto cosa generare, come, con quale coerenza rispetto al testo? Un essere umano con una precisa intenzione educativa.
Questo è il punto centrale: l'IA in questo progetto non sostituisce la competenza dell'insegnante, la amplifica. La capacità di trasformare un'analisi letteraria in una sequenza di immagini coerenti richiede una comprensione profonda del testo. In un certo senso, costruire il prompt giusto per generare un'immagine che rappresenti il vago avvenire leopardiano dimostra già che hai capito davvero cosa dice il testo..
Pensateci: se chiedessimo ai nostri studenti di fare la stessa cosa (scegliere le immagini, guidare la generazione, giustificare le scelte) staremmo chiedendo loro di dimostrare una comprensione attiva del testo. Non di ripeterlo, di usarlo.
C'è una parola che in Italia facciamo fatica a pronunciare senza sentirci in colpa: rielaborazione. Nei paesi anglosassoni si chiama creative response, ed è pratica comune: dopo aver studiato un testo, si chiede agli studenti di rispondergli, di riscriverlo, di metterlo in dialogo con qualcosa d'altro. Non per sostituire lo studio, ma per dimostrare che lo studio è avvenuto davvero.
Il vago avvenire è esattamente questo: una risposta creativa e multimediale a A Silvia. Il fatto che sia stata costruita con strumenti digitali e IA non la rende meno seria. Anzi, in un'epoca in cui i nostri studenti crescono immersi in video, musica, immagini generate algoritmicamente, ignorare questi linguaggi a scuola non ci rende più seri, ci rende solo meno efficaci.
Un modello replicabile
Quello che più mi colpisce di questa esperienza è che non richiede risorse straordinarie. Richiede una visione chiara, strumenti digitali accessibili e, soprattutto, il coraggio di uscire dal formato tradizionale senza per questo rinunciare alla profondità. Non serve essere esperti di produzione musicale o di intelligenza artificiale avanzata. Serve sapere cosa si vuole far capire ai propri studenti, e avere voglia di trovare strade nuove per arrivarci.
Possiamo discutere all'infinito se questo sia «troppo» rispetto alla tradizione, se Leopardi avrebbe approvato (spoiler: probabilmente no, ma lui era un genio malinconico dell'Ottocento, non un valutatore di PCTO). La vera domanda non è se Leopardi avrebbe approvato. È un'altra: un ragazzo che vede questo video si avvicina a A Silvia o se ne allontana? La risposta, a mio avviso, è inequivocabile.
La fedeltà a un testo non si misura in come lo presentiamo, ma in quanto resta dentro chi lo incontra.
https://www.icvalesium.edu.it/pagine/didattica-e-nuove-tecnologie-un-esperimento-su-giacomo-leopardi
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Test, Verifiche, Quiz
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Sabato 16 Maggio 2026 08:07 |
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Se ti è mai capitato di fare una domanda alla classe e vedere solo tre mani alzarsi sempre le stesse, sai già di cosa stiamo parlando. La partecipazione attiva è una delle sfide più concrete del nostro lavoro quotidiano. AllyClass è uno strumento che prova ad affrontarla in modo semplice, senza costringerti a passare un pomeriggio a capire come funziona.
È una piattaforma web gratuita, sviluppata dalla società coreana Bluega Inc., pensata per gestire attività interattive in tempo reale durante le lezioni. Il meccanismo di base è elementare: tu crei un'attività, compare un QR code o un link, gli studenti lo scansionano con il loro device e partecipano immediatamente, senza dover creare un account. Questo dettaglio, apparentemente banale, fa una differenza enorme in classe: zero attriti, zero perditempo.
Appena entri su allyclass.com, trovi direttamente la schermata per avviare le attività: otto tipologie diverse, ognuna rappresentata da un pulsante. Scegli quella che ti serve, compili i campi necessari e clicchi su "Esegui". Si apre una finestra separata, il Class Dashboard, che mostra il QR code per i partecipanti e raccoglie in tempo reale tutto quello che gli studenti inviano. Puoi chiudere e riaprire questa finestra quando vuoi, e le ultime tre attività della sessione rimangono sempre accessibili in basso alla schermata principale.
Una cosa che apprezzo molto è l'integrazione con PowerPoint: se usi Office 365, puoi installare AllyClass come componente aggiuntivo e lanciare le attività direttamente dalle slide, senza cambiare finestra. Per chi costruisce le proprie lezioni su presentazioni, è un vantaggio concreto.
I risultati vengono visualizzati in tre modalità diverse:
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Vista grafico: mostra la distribuzione delle risposte in forma di grafico, con la possibilità di correggere automaticamente le attività a risposta chiusa.
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Vista tile: le risposte apparse come tessere affiancate, con la funzione "Mi piace" per segnalare quelle più interessanti.
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Vista lavagna: pensata per le attività di annotazione e sticker, mostra tutte le risposte sovrapposte su un'unica immagine oppure una per una, studente per studente.
Le otto attività disponibili
Scelta multipla
La classica domanda a risposta chiusa, con un minimo di 2 e un massimo di 12 opzioni. C'è la correzione automatica e la possibilità di impostare più risposte corrette contemporaneamente, utile per domande del tipo "seleziona tutto ciò che è corretto". Funziona benissimo come verifica rapida o come sondaggio di opinione.
Vero/Falso (OX)
Una variante semplificata della scelta multipla con solo due opzioni. Velocissima da creare, ideale per controllare comprensione in modo informale o per rompere il ghiaccio su un argomento nuovo. Anche qui è disponibile la correzione automatica.
Risposta breve
Gli studenti digitano una risposta corta, fino a un massimo di 8 risposte per domanda. Il sistema corregge automaticamente confrontando le risposte degli studenti con quelle impostate dal docente. Perfetta per completamenti, definizioni, termini tecnici o date.
Risposta aperta
Qui la risposta è libera, senza vincoli di lunghezza. È lo strumento più flessibile della piattaforma: puoi usarlo per raccogliere opinioni, riflessioni, commenti su un testo o risposte a domande aperte. Se attivi la modalità "gruppo", le risposte vengono categorizzate e visualizzate in modo da facilitare discussioni in classe o attività collaborative. Al termine il docente può mettere un "Mi piace" sulle risposte più significative o marcarle come corrette/errate.
Disegno e scrittura a mano
Gli studenti possono scrivere o disegnare direttamente sullo schermo del loro dispositivo, come se fosse un foglio digitale. È pensata per esercizi che richiedono schemi, formule scritte a mano, rappresentazioni grafiche. C'è anche un'opzione per chi preferisce farlo su carta e fotografarlo: basta scattare una foto con il telefono e inviarla come risposta. Una soluzione elegante per gestire le diverse abitudini degli studenti.
Invio di immagini
Semplicissima: gli studenti caricano un'immagine dalla galleria del device o scattano una foto al momento. Molto utile per documentare lavori pratici, esperimenti, elaborati cartacei o qualsiasi cosa produca un risultato visibile. Le immagini arrivano tutte nella dashboard del docente in tempo reale.
Annotazione su immagine (Mark)
Il docente carica un'immagine come sfondo, e gli studenti possono scrivere o disegnare sopra. Pensa a una mappa geografica, a un diagramma scientifico, a uno schema di anatomia: gli studenti indicano, segnano, completano. Il risultato può essere visualizzato con tutte le annotazioni sovrapposte in un colpo solo, oppure esplorate una per una. È lo strumento che trovo più originale dell'intera piattaforma.
Sticker su immagine (Pin)
Funziona con la stessa logica del Mark, ma invece di disegnare, gli studenti posizionano degli sticker su un'immagine di sfondo. Si possono usare sticker predefiniti, immagini personalizzate o etichette di testo. Utile per attività di classificazione, localizzazione, voto visivo o semplicemente per raccogliere preferenze in modo intuitivo e immediato.
AllyClass si presta bene a qualunque ordine di scuola e materia. Non richiede particolari competenze tecniche né agli insegnanti né agli studenti, e il fatto che i ragazzi non debbano registrarsi lo rende utilizzabile anche in contesti dove l'accesso ai servizi online è limitato o non desiderato.
È uno strumento snello, senza fronzoli. Non ha gamification spinta, classifiche o animazioni elaborate: si concentra sulla partecipazione e sulla raccolta delle risposte. Se cerchi qualcosa di più spettacolare, Mentimeter o Nearpod possono fare al caso tuo. Se invece vuoi qualcosa di rapido da avviare durante una spiegazione, senza distrarti troppo dalla didattica, AllyClass merita davvero una prova.
L'unico investimento che ti chiede è qualche minuto per familiarizzare con l'interfaccia. Dopodiché, le attività si creano in meno di un minuto e i risultati arrivano in tempo reale. Difficile chiedere di meglio.
AllyClass
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Intelligenza Artificiale
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Venerdì 15 Maggio 2026 18:03 |
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Chi usa NotebookLM da un po' sa bene come può diventare caotica la sezione delle fonti. Carichi un PDF, poi un paio di video di YouTube, poi un articolo, poi altri tre video, un documento di testo... e dopo un po' ti ritrovi con una lista informe di materiali dove è difficile orientarsi. Google ha ascoltato, e ha introdotto una funzione che cambia parecchio il modo di lavorare: un pulsante che etichetta automaticamente le fonti.
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